Città della Salute e della Scienza di Novara

Torino – Un nuovo e importante passo in avanti verso la realizzazione della «Città della salute e della scienza» di Novara è stato compiuto questa mattina
presso l’ospedale «Maggiore della Carità», con la firma del protocollo d’intesa sull’opera da parte della presidente della Regione Piemonte, del presidente della Provincia e
del sindaco di Novara, del rettore dell’Università degli studi del Piemonte orientale e del direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria.

Nel documento, vengono definite tutte le azioni necessarie e gli impegni che ogni ente si dovrà assumere nel percorso di esecuzione del progetto. Nel contempo, si sanciscono fasi e
modalità attuative del successivo accordo di programma, destinato a concludere l’elenco degli adempimenti previsti a carico di ciascun soggetto firmatario.

Il nuovo ospedale di Novara sarà un polo di eccellenza, studiato per fornire assistenza sanitaria di alta qualità e comfort, affiancata da attività di didattica e di
ricerca avanzata della Facoltà di medicina dell’Università, aperte alla collaborazione con il mondo dell’impresa e della tecnologia d’avanguardia. Soggetto attuatore dell’opera
sarà l’azienda ospedaliero-universitaria. L’area individuata è quella di piazza d’Armi, su cui insistono vincoli di natura storico-paesistica che l’accordo, nell’ambito
dell’interesse pubblico generale, ha lo scopo di comporre positivamente per consentire la realizzazione del progetto. L’investimento complessivo previsto è di circa 363 milioni di euro,
compresa l’acquisizione delle aree di proprietà del demanio e dei privati. La copertura finanziaria dell’opera verrà garantita con l’impegno finanziario da parte degli enti
sottoscrittori, con i proventi derivanti dell’alienazione dell’attuale patrimonio immobiliare dell’ospedale e infine con il ricorso al leasing in costruendo , una modalità innovativa
finalizzata a ottimizzare i tempi, garantendo continuità al flusso finanziario.

Nel protocollo firmato oggi, inoltre, vengono recepite le linee guida per la costruzione del nuovo ospedale redatte dall’azienda ospedaliero-universitaria «Maggiore della
carità», secondo le quali la struttura avrà una dotazione complessiva di 650 posti letto e una superficie di 143 mila metri quadrati, suddivisa in quattro aree: medica,
chirurgica e dei servizi; «Casa della donna e del bambino»; laboratori assistenziali, di ricerca clinica e di base e primo nucleo dell’incubatore d’impresa; area universitaria per
didattica frontale e attività centralizzate. L’edificio, a sviluppo prevalentemente orizzontale con soli 4 piani fuori terra, si articolerà in moduli di 24 posti letto, suddivisi
in camere da uno o due letti. Al suo interno, ampio spazio verrà dedicato ai servizi di diagnosi e cura e alla degenza intensiva e subintensiva, mirando ad un’attività che poggi
soprattutto sull’efficienza, la tecnologia e la funzionalità dei percorsi e dei rapporti tra funzioni, più che su un mero ampliamento dell’attività alberghiera.

Dell’intesa, infine, fanno parte anche gli interventi proposti dal Comune di Novara per il cambio di destinazione d’uso di una serie di proprietà rispettivamente dell’azienda
«Maggiore della Carità» (gli edifici sede dell’attuale complesso ospedaliero), del Comune e della Provincia (il mercato all’ingrosso, il centro sociale, l’ex macello, l’area
Assa, sede della municipalizzata, la scuola «F. Aporti» di via Sforzesca, Villa Segu) e dell’Agenzia del demanio (caserme Passalacqua e Gherzi). Queste operazioni di valorizzazione
urbanistica saranno finalizzate o alla realizzazione di attività di supporto alla «Città della salute e della scienza» – come foresterie, residenze per medici e
studenti, strutture alberghiere, servizi socio-assistenziali – oppure al finanziamento del progetto e delle opere ad esso connesse attraverso l’alienazioni di beni disponibili.

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