Cino Tortorella: una Festa per i “bambini” superstiti della tragedia del Vajont, 50 anni dopo

Cino Tortorella: una Festa per i “bambini” superstiti della tragedia del Vajont, 50 anni dopo

Pubblichiamo volentieri la lettera aperta di Cino Tortorella e sollecitiamo l’intervento di coloro che hanno la possibilità di dimostrare che Milano e i milanesi hanno veramente il “cor
in man”.

Cino Tortorella sta cercando di replicare la festa che Milano riservò ai 97 bambini superstiti (423 furono i piccoli che persero la vita).
Non ci potranno essere Mike Buongiorno, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini,  e tanti altri ormai scomparsi ma è molto probabile che Adriano Celentano possa venire a cantare la
canzone che fece proprio per loro: Ciao Ragazzi ciao.

Vi aspettiamo alla festa.

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore Newsfood.com

Cino Tortorella:
Il 9 ottobre ricorre il 50 anniversario di quella che è passata alla storia come” LA TRAGEDIA DEL VAJONT”.
Il drammatico evento fu causato da un’enorme frana di milioni di metri cubi caduta alle ore 22.39 dal monte Toc nella diga sottostante, provocando un’onda terrificante che si riversò a
valle verso il fiume Pieve distruggendo quasi completamenre i paesi di LONGARONE, ERTO, CASSO, CODISSAGO, CASTELLAVEZZO, i borghi e le frazioni.
Vi furono 1817 morti, 423 dei quali bambini.

In quel periodo avevo una certa notorietà perché conducevo una trasmissione televisiva che si intitolava “Zurlì, mago del giovedì”.
Decisi di fare qualcosa per i piccoli scampati alla tragedia e aiutarli a limitare i danni materiali e psicologici che certo avevano subito.

Si erano salvati 97 bambini che avevano ripreso ad andare a scuola impauriti, scossi, minati nelle loro sicurezze, molti anche nei loro affetti per la perdita di parenti e amici cari.
Ne parlai col caro amico Mike Bongiorno che conduceva “La fiera dei sogni”, un programma di grande successo. Mike mi assicurò tutto il suo appoggio.

Verso la metà di novembre mi recai a Longarone e iniziò così una delle più belle ed intense esperienze della mia vita di personaggio televisivo.
Radunai tutti i maestri delle scuole elementari e proposi loro di far scrivere agli scolari una lettera indirizzata alla Befana, per chiederle cosa avrebbero voluto ricevere da lei.
Li pregai di non dire a cosa sarebbero serviti quei compiti, perché in realtà il progetto prevedeva per i ragazzi l’arrivo a Milano come ospiti alla “Fiera dei sogni”.
Nel corso della trasmissione avrebbero potuto vedere esauditi i loro desideri.

Tornai a Longarone quindici giorni dopo per ritirare i compiti e mi commossi non poco nel leggerli.

Chiedevano le cose più semplici come un paio di calze di lana, due quaderni, una bambola, una poltrona per la nonna, il pupazzo di Topo Gigio, un pallone…e ringraziavano la Befana se
li avesse esauditi.
E la Befana li accontentò.
Pochi giorni prima del 6 gennaio arrivarono alla stazione di Milano dove erano ad accoglierli, oltre a Mike e me, i ragazzi della banda musicale “I martinit” e centinaia di milanesi.
Nella nostra città trascorsero tre giorni indimenticabili. Furono ricevuti dal sindaco, dall’Arcivescovo, visitarono la sede del “Corriere dei piccoli”, il giornalino più conosciuto
e letto a quei tempi.
Furono invitati allo spettacolo del Circo Americano che aveva messo il suo tendone alle porte della città, e scoprimmo che per molti era la prima esperienza circense della loro vita.

Se li contesero i più noti ristoranti per i pranzi, le cene…
Fu come se Milano avesse adottato quei bambini riempiendoli di attenzioni, affetto, regali.
Alcuni dei più amati personaggi dello spettacolo e dello sport conosciuti dai piccoli attraverso la televisione vollero incontrarli. Sandra Mondaini, Raimondo Vianello, Gino Bramieri,
Duilio Loi allora campione del mondo dei pesi medi, Sandro Mazzola grande calciatore dell’Inter, Gianni Rivera suo antagonista nel Milan ma soprattutto Topo Gigio, loro grande idolo.
Durante un pranzo Adriano Celentano improvvisò uno spettacolo e cantò “Ciao ragazzi, ciao” la canzone che aveva scritto per loro.
Vi lascio immaginare cosa accadde la sera della trasmissione quando arrivò la Befana con i piccoli doni che avevano chiesto insieme a tanti altri regali.

                                                
*   *   *   

Il primo giugno di quest’anno (n.d.r. 2013)  il Dr. Roberto Padrin, sindaco di Longarone ha voluto dedicare a quei 97 bambini sopravvissuti, ormai mamme, papà, qualcuno anche nonno un
concerto tenuto da 13 cori che insieme arrivavano a 423 piccoli, quanti ne erano volati in cielo la drammatica notte del 1963. E ha voluto che fossi io a presentarla.
E’ stata una serata che rimarrà tra i miei più emozionanti ricordi. Un momento magico anche per loro rivedere le foto dei giorni passati a Milano e sentire lette da me, le letterine
che avevano scritto alla Befana e che avevo conservato.
Tra quegli scritti ce n’era uno che più mi aveva commosso. Era di Marco Sacchet, un bambino di terza elementare: “Cara Befana, io da te desidererei che la vita ritornasse VIVA a
Longarone”.
Fui contento come lui che anche quel desiderio col tempo si fosse realizzato. La vita è ritornata nei paesi in riva al Piave anche grazie a quei bambini, il loro impegno, il loro coraggio,
il loro lavoro.

                                     
         *   *   *

Da quella sera un pensiero continua ad assillarmi.
Presto, in occasione del cinquantenario, ci saranno sicuramente molte iniziative per ricordare la tragedia del Vajont. Mi piacerebbe che in una di queste si ripetesse l’esperienza di Milano,
città che ha sicuramente contribuito in modo tangibile a far tornare il sorriso sui volti dei bambini di 50 anni fa.
Ne ho parlato con il sindaco di Longarone, con i maestri dei cori che hanno dato vita allo spettacolo di giugno, ai bimbi di una volta. che avevano scritto alla Befana. Tutti ne sono stati
entusiasti e tutti desidererebbero ripetere la strepitosa esperienza della loro infanzia.

Sappiamo che non ci sarà Mike ad accoglierli, ma sono anche certo che troveranno tanti milanesi con lo stesso calore di quegli anni lontani e  Adriano Celentano tornerebbe a cantare
la canzone scritta per loro.
Ciao, ragazzi, ciao

Cino Tortorella,
il vostro Mago Zurlì

PS: copia di questa lettera è stata inviata anche alla Befana

Per contatti diretti con Cino Tortorella scrivere a:
redazione@newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento