Cinema, Cannes premia «Gomorra» e «Il Divo»

By Redazione

Gran Premio per «Gomorra», la pellicola di Matteo Garrone, e Premio della giuria a «Il divo» di Paolo Sorrentino: la 61esima edizione del festival di Cannes ha riservato
al cinema italiano un doppio riconoscimento, non accadeva dal 1972, quando «La classe operaia va in Paradiso» di Elio Petri e «Il caso Mattei» di Francesco Rosi
ricevettero ex aequo la Palma d’oro.

Le due pellicole vincitrici, entrambe co-finanziate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, riprendono il filone del cinema politico e militante, segnando, come ha commentato
il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il «grande ritorno del cinema italiano ai momenti gloriosi della sua storia».

Il successo dei due film italiani riflette la scelta del presidente della giuria, Sean Penn, di premiare il cinema anti-convenzionale; ha vinto, infatti, la Palma d’oro di quest’edizione
«Entre les murs», di Laurent Cantet, una pellicola centrata sull’adolescenza, l’educazione e l’emarginazione in ambito scolastico. I due titoli italiani restituiscono, invece, una
fotografia del panorama sociale e politico dell’Italia, analizzando con due toni diversi il ruolo del crimine organizzato. Con «Gomorra», tratto dall’omonimo romanzo di Roberto
Saviano, Matteo Garrone riproduce con crudo realismo le lotte tra gang mafiose, la collusione tra industria e camorra e i traffici di droga e armi nel territorio campano; mentre ne «Il
divo» Paolo Sorrentino tratteggia con un tono satirico e critico una delle personalità più rilevanti della scena politica italiana, Giulio Andreotti, restituendo l’immagine
dell’esponente della Dc dal momento in cui viene accusato di associazione mafiosa, nel 1993, a quando viene assolto, nel 2004.

Ma i riconoscimenti al cinema italiano si sono estesi anche alla pellicola fuori concorso di Marco Tullio Giordana, «Sangue pazzo», che ha ricevuto il premio della critica, e a
«Il resto della notte» di Francesco Munzi che ha gareggiato nella «Quinzaine». «Una vittoria morale» secondo il ministro dei Beni e Attività culturali
Sandro Bondi che ha sottolineato come «il cinema, lo spettacolo, la cultura, non possono e non devono proporre solo intrattenimento, ma anche stimolare la riflessione e rappresentare non
solo le virtù e i punti di forza di un Paese, ma anche i problemi che deve affrontare».

Sandro Bondi ha ricordato che i quattro film presentati a Cannes sono riconosciuti di «interesse culturale», pertanto hanno ricevuto il finanziamento della Direzione Generale per il
Cinema; un impegno che il Ministro vuole continuare per «consolidare i risultati ottenuti e contribuire al definitivo rilancio dell’industria cinematografica italiana». Dello stesso
avviso è stato il Sottosegretario al ministero dei Beni e delle Attività culturali, Francesco Giro, che ha ringraziato tutti coloro che lavorano per il cinema italiano e ha
dichiarato che «nell’anno europeo della creatività 2009 il cinema sarà senz’altro protagonista nella proposta che l’Italia presenterà ai suoi alleati dell’Ue».

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