Cocchi: «Per la Multisala di Novoli scelta obbligata»

Firenze – «Un atto dovuto e conforme all’attuale legislazione regionale che disciplina la materia», questo il commento dell’assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi su
un decreto (numero 2089) adottato lo scorso 16 maggio dal dirigente responsabile del settore «Spettacolo» presso la Direzione Generale Beni e Attività Culturali della Regione
Toscana con cui si concede l’autorizzazione all’esercizio cinematografico a una società («Società Immobiliare Novoli spa») per realizzare una multisala
(«Multiplex UMI F») ubicata a Firenze nella zona di Novoli.

«E’ nell’assoluto rispetto della normativa vigente – aggiunge Cocchi – che gli uffici hanno decretato di accogliere la richiesta presentata dalla società immobiliare per essere
autorizzata a realizzare e esercire la multisala».

La richiesta pervenuta alla Regione Toscana ha come oggetto il trasferimento e la concentrazione dei posti già esistenti in due strutture, contestualmente chiuse, per complessivi 1.410
posti. Da quando (il 26 febbraio 2008) la richiesta è pervenuta, da parte dei competenti uffici è stato verificato che, nel caso in esame, l’autorizzazione concerne la
realizzazione di un nuovo impianto ove verranno trasferiti i posti di «strutture» già autorizzate (non si tratta quindi di autorizzare nuovi posti). E’ stato inoltre
verificato che per l’intero 2007 le due strutture chiuse (i cinema «Italia» e «Aldebaran») avevano svolto attività cinematografica per più di 120 giornate,
secondo quanto previsto dalle norme regionali vigenti.

Centrale, nella normativa regionale di riferimento, uno strumento tecnico varato dalla Regione – che fornisce indicazioni sulla «capacità dell’offerta» – dettato proprio per
contingentare l’apertura di nuovi posti in sale cinematografiche in rapporto alla capacità dell’offerta. Ma tale indicatore non può essere applicato nei casi in cui ci si limita a
trasferire un determinato numero di posti, di strutture già autorizzate, da un luogo all’altro della stessa provincia: in tal caso, infatti, non si verifica alcuna alterazione del
prescritto rapporto «posti su popolazione». E proprio questo è il caso che si è verificato sulla domanda presentata per la multisala di Novoli.

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