CIA Taranto: Uva da vino, prezzi 2008 in caduta libera

CIA Taranto: Uva da vino, prezzi 2008 in caduta libera

 

La Cia di Taranto mette in evidenza una situazione preoccupante per le imprese vitivinicole della provincia, già alle prese con crescenti costi produttivi sempre più
pesanti e insostenibili.

 

La vendemmia 2008 ha due facce: aumento della produzione e crollo dei prezzi dell’uva nei confronti della precedente campagna.

Per diverse varietà vi è una riduzione di oltre il 50% del prezzo rispetto al 2007. Ad esempio il prezzo del primitivo nel 2007 era di 55/60 euro per quintale contro i
25/30 di quest’anno; se poi passiamo ad altre varietà, il prezzo scende ulteriormente, e passa da 15 euro per quintale per il negramaro fino a toccare gli 8/9 euro per
quintale per altre varietà. 

A parere della Cia – sostiene il presidente provinciale Nicola Spagnuolo – vi è un cartello di commercianti privati che hanno tutto l’interesse a mantenere
compresso il prezzo delle uve da vino.

Taluni commercianti senza scrupoli, con questi comportamenti mirano a favorire l’ingresso di vini di dubbia qualità e provenienza nel nostro paese, sicuramente più
redditizi per loro dal punto di vista economico.

Pertanto, il prezzo basso non può essere addebitato ad altri fattori come qualcuno vuol fare credere, quali distillazione e arricchimento: la causa è da ricercare nelle
forti speculazioni che taluni soggetti stanno mettendo in atto.

Da ciò si deduce che il mercato è nelle mani di pochi, che non si fanno scrupoli di mettere in atto questi fenomeni, per poter speculare sulla produzione e sui produttori.

La Confederazione Italiana Agricoltori chiede, quindi, l’attivazione di controlli serrati da parte degli organi preposti, mirati sulla provenienza e sulla qualità dei vini
immessi sui nostri mercati e sulle operazioni di compravendita da parte di commercianti privati, che spesso sfuggono alle logiche di trasparenza dei mercati agroalimentari. 

Inoltre la Cia chiede, una maggiore attenzione nei confronti dei produttori vitivinicoli che fanno i conti anche con la nuova Ocm e, soprattutto, la promozione di una corretta campagna
di informazione sul consumo equilibrato, come bevanda, del vino e suoi indubbi effetti positivi.

 

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