ADUSBEF: Consumatori, il crack finanziario sub prime e banche affari riverbera i suoi costi sui mutui

ADUSBEF: Consumatori, il crack finanziario sub prime e banche affari riverbera i suoi costi sui mutui

 

Mentre le famiglie italiane tirano sempre di più la cinghia anche per effetto di una pressione fiscale che doveva diminuire, ma registra un costante aumento ( 0,6% che si traduce
in 150 euro aggiuntivi secchi a carico dei redditi di 25.000 euro), le rate dei mutui continuano a crescere per le gravissime responsabilità e l’omessa vigilanza dei
banchieri centrali, che hanno chiuso tutte e due gli occhi su sub-prime avariati e montagne di carta straccia denominati derivati (800.000 miliardi di dollari contro un Pil mondiale di
55.000).

Inoltre la finanza registra il crack del secolo con fallimenti a catena di banche di affari che costano,solo ai contribuenti americani,per ora 1.000 miliardi di dollari, la congiuntura
economica è in caduta libera testimoniata dalla debacle dei saldi estivi e dalla stagione turistica più grave degli ultimi decenni,l’Isae continua a sfornare
iniezioni di fiducia a misura di governo.

Spieghi l’Isae agli italiani, angosciati anche dal costo del “caro libri” per mandare i figli a scuola e che non ce la fanno più a pagare i rincari delle
bollette e delle spese fisse per la casa e per gli affitti, delle rate dei mutui, dei generi alimentari,del gas e dell’energia, quelli sì in forte aumento, come sia
possibile che sia tornata a salire fiducia dei consumatori:”con una ripresa generalizzata in tutte le ripartizioni territoriali e particolarmente marcata nelle regioni del Nord
Ovest. L’indice è salito di oltre tre punti, attestandosi a 102,8 da 99,6, tornando così vicino ai valori dello scorso maggio”.

Quali italiani abbia interrogato l’Isae nell’ indagine realizzata tra l’1 e il 15 settembre, per dimostrare un miglioramento che emerge da tutte la variabili e riguarda
soprattutto i giudizi sulla situazione economica del paese,con l’indicatore relativo al quadro economico generale che sale a 80,4 da 77,2 registrato ad agosto, quello sulla situazione
personale degli intervistati balza a 114,4 da 111,9, toccando il massimo dal dicembre 2007. L’incide relativo alla situazione futura passa da 92 a 96,7, valore superiore alla media dei
primi nove mesi dell’anno.

E mentre l’Istat ha dovuto rivedere al rialzo i dati sul carovita superiori al 4%, con l’nflaizone reale superiore all’8%, per l’Isae, l’inflazione
percepita è in marcato rallentamento, mentre si ridimensionano sia i giudizi sugli aumenti registrati negli ultimi 12 mesi, che le attese di incrementi a breve termine.

Compiacere ai governi di turno snocciolando indagini irrealistici è esercizio spericolato che fa perdere fiducia invece di aumentarla, scatenando sacrosanta indignazione di
consumatori che devono continuare ad indebitarsi per sopravvivere.

Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)

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