Cia: moria di api, sospendere alcuni tipi di fitofarmaci

La Cia partecipa alla riunione del Tavolo apistico. Il blocco in attesa di ulteriori accertamenti scientifici. A rischio coltivazioni e allevamenti zootecnici a causa della mancata
impollinazione.

In attesa di ulteriori accertamenti scientifici, immediata sospensione di alcuni tipi di fitofarmaci che contengono neonicotinoidi e potrebbero essere una delle cause della moria di api; misure
finanziarie a sostegno degli apicoltori, oggi in pesante difficoltà. Sono queste le priorità segnalate dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori durante l’incontro
del Tavolo del settore apistico svoltosi al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

L’opportunità di procedere alla sospensione dell’autorizzazione di questi tipi di fitofarmaci -sottolinea la Cia- viene evidenziata anche dal fatto che il problema della moria di
api non si riscontra unicamente nell’utilizzo di queste molecole nella concia delle sementi di mais, come finora era sembrato, ma sono state individuate presenze anche in altre colture (vite,
pesche, susine, ciliegie).

Siamo in presenza di una situazione allarmante. Basti pensare -afferma la Cia- che le api contribuiscono per oltre l’80 per cento all’impollinazione delle coltivazioni, per un valore di 2,6
miliardi di euro

Non è, quindi, a rischio soltanto la produzione di miele, che ha già subito, secondo una prima stima, un taglio del 40 per cento. In pericolo vi sono molte colture e
possono esserci riflessi negativi anche nel settore zootecnico, vista l’importanza che riveste l’impollinazione nei confronti dei pascoli e del foraggio.

Servono, di conseguenza, provvedimenti mirati a sostegno del settore che conta più di 70 mila apicoltori, oltre un milione e 100 mila alveari, una produzione di miele che supera le
15 mila tonnellate l’anno, per un valore monetario di 25 milioni euro. Non solo. Occorre evitare che la moria delle api prosegua e abbia ulteriori conseguenze per l’intero ecosistema e la
biodiversità.

Leggi Anche
Scrivi un commento