Cia: quote latte, chiudere la questione

Il presidente della Cia Giuseppe Politi invita il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia ad impegnarsi in iniziative concrete per dare risposte agli allevatori oggi in grande
difficoltà. E’ indispensabile una maggiore concertazione con le organizzazioni professionali.

“Sulla vicenda delle quote latte bisogna essere concreti. Basta alle parole in libertà, agli atteggiamenti di puro populismo. L’unica soluzione percorribile è quella di
carattere privatistico. Come è stato per la cartolarizzazione dei crediti Inps, occorre ricercare un ‘pool’ di banche per dare risposte all’annoso problema”. A sostenerlo
è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che invita il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia ad evitare i toni
propagandistici e a ricercare, invece, le strade percorribili per uscire definitivamente da una “querelle” che, ormai, si trascina da troppo tempo.

“Se poi il ministro -afferma Politi- ha altre soluzioni a livello Ue, lo faccia sapere. Altrimenti, si rischia di creare solo confusione tra gli allevatori, che già vivono un
momento di grande difficoltà, oberati da costi produttivi sempre più onerosi e da prezzi che quest’anno sono diminuiti anche in conseguenza di nessun accordo
interprofessionale sul latte”.

“Come Cia -continua il presidente- ribadiamo che gli aumenti che l’Ue concederà agli Stati membri, da qui sino alla fine del regime delle quote latte, devono essere differenziati
tra paese e paese. Inoltre, stante la situazione delle produzione di latte europeo, sarebbe utile una compensazione a livello comunitario. Tocca, pertanto, al ministro costruire le opportune
alleanze in ambito Ue per conseguire al più presto questi importanti e irrinunciabili obiettivi. Da parte nostra c’è tutto l’appoggio possibile. Il ministro si deve,
però, adoperare in questa direzione senza ulteriori indugi”.

“Nel 1983 quando si è decisa l’istituzione del regime delle quote latte, la Cia manifestò, con migliaia di agricoltori, nelle vie di Bruxelles, contro un provvedimento
ritenuto inutile e dannoso. Non so -sottolinea Politi- quanti dell’attuale classe politica, che oggi contestano questa misura, hanno fatto altrettanto”.

“Al ministro Zaia chiediamo, nello spirito della concertazione, di confrontarsi di più con le organizzazioni professionali agricole. E insieme -conclude il presidente della Cia-
trovare i percorsi opportuni per ricreare le giuste premesse per un rilancio dello sviluppo e della competitività delle imprese. Lo sbandieramento dei proclami non serve. Oggi
è urgente una politica nuova e realmente costruttiva, che si fondi su azioni ed iniziative efficaci e concrete”.

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