Cia: manovra economica, ancora scarsa l'attenzione verso l'agricoltura

La Cia partecipa all’incontro tra governo e parti sociali. Sollecitato un nuovo progetto per rilanciare sviluppo e competitività del settore. Indispensabile la Conferenza
nazionale.

Nell’ambito di una manovra economica orientata allo sviluppo e alla competitività del sistema imprenditoriale italiano, si pone sempre più l’esigenza di una nuova
politica agraria per accrescere le capacità concorrenziali delle imprese, per promuovere e difendere il “made in Italy” alimentare. Un progetto che deve trovare un momento di alto
confronto nella Conferenza nazionale sull’agricoltura avviata dal precedente ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro e confermata dall’attuale responsabile del dicastero Luca Zaia.
Oggi, però, si constata ancora una scarsa attenzione nei confronti del mondo agricolo che, al contrario, ha bisogno di operare in un quadro di certezze e con strumenti validi. E’
quanto sostenuto dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori nell’incontro tra governo e parti sociali per affrontare le questioni di politica economica e i problemi di crescita del Paese.

L’agricoltura italiana sta attraversando uno dei più difficili momenti della sua più recente storia. Nel 2007 i redditi agricoli hanno registrato una nuova
contrazione, in controtendenza con l’andamento registrato da Eurostat nei principali paesi europei. Il positivo andamento dell’export agroalimentare riesce solo parzialmente ad alleviare la
sofferenza di un settore che fatica a mantenere i tassi di crescita della produzione degli anni ’90. Le imprese agricole manifestano difficoltà ad agire in un mercato sempre
più ampio e concorrenziale.

Non solo. Per la Cia un dato allarmante per il settore primario è rappresentato dall’aumento dei costi agricoli di produzione. A giugno si è avuto un incremento del 10,4
per cento rispetto allo stesso mese del 2007, con particolare riferimento al comparto dei concimi, per i quali la crescita è stata di circa il 50 per cento. Impennate significative
si rilevano anche per i mangimi (più 15,3 per cento) e i prodotti energetici (più 10,4 per cento), a causa soprattutto del rincaro del 12,4 per cento dei carburanti.

Da qui l’esigenza -sottolinea la Cia- di un valido progetto che deve fondarsi su precise e irrinunciabili priorità: innovazione tecnologica, ricerca e servizi allo sviluppo;
promozione del made in Italy; nuovi strumenti assicurativi e servizi finanziari; ricambio generazionale, mobilità fondiaria e sostegno all’agricoltura giovane; organizzazioni
economiche, organismi ed azione interprofessionale; infrastrutture; maggiore semplificazione burocratica nei rapporti con la Pubblica amministrazione.

Al settore serve una svolta positiva. D’altronde, parlare di progetto per l’agricoltura vuol dire -conclude la Cia- porre al centro dello sviluppo le imprese e gli imprenditori agricoli. La
reputazione nel mercato, la fiducia dei consumatori, la trasparenza dei processi produttivi costituiscono una componente importante del successo economico di un’impresa e del suo vantaggio
competitivo.

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