Cia di Bari: costi su, prezzi giù. L’agricoltura in grande difficoltà
13 Ottobre 2008
I prezzi dell’uva da vino sono precipitati da 27 a 16 euro al quintale; il prezzo del grano duro ha subito una riduzione del 40 per cento nelle ultime settimane passando da oltre
40 euro al quintale a meno di 26 euro; il mercato dell’olio di oliva è stagnante e non garantisce prezzi remunerativi ai produttori. Soltanto per olio e vino, nella
provincia di Bari, si perdono oltre 200 milioni di euro per il valore della produzione, ai quali si aggiungono ben 56 milioni di euro di aumento dei costi. In totale parliamo di oltre
256 milioni di euro in meno per gli agricoltori di Bari e provincia.
Questa la difficile situazione del settore agricolo delineata oggi dal presidente della Cia di Bari, Francesco Caruso, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte
anche Gennaro Sicolo, presidente Cooperativa Oliveti Terra di Bari; Sergio Curci, imprenditore nel settore ortofrutticolo e Vito Scalera, allevatore e cerealicoltore.
“L’aumento oramai inarrestabile dei costi di produzione e la discesa dei prezzi di vendita dei principali prodotti baresi -ha detto Caruso- vanificano gli sforzi delle
imprese e le stringono in una morsa terribile”.
Caruso ha sottolineato che “i costi energetici come gasolio, elettricità e riscaldamento, i costi dei concimi, dei mangimi e dei fitofarmaci hanno fatto registrare aumenti
che vanno dal 9 per cento al 78 per cento e hanno inciso pesantemente nei conti dei vari comparti produttivi. A fine dicembre -ha aggiunto- scade la fiscalizzazione degli oneri sociali
per le zone montane e svantaggiate e, in mancanza della più volte richiesta e aspettata proroga, il sistema subirebbe un ulteriore aumento di costi pari a più di 80
milioni di euro. In questo modo si rischierebbe di destabilizzare del tutto i conti economici degli agricoltori, cancellando in un sol colpo tutto gli sforzi mirati ad azzerare gli
arretrati contributivi nell’operazione di ristrutturazione dei debiti verso l’Inps. Un colpo mortale per l’agricoltura barese”.
Caruso si è poi soffermato sulla prossima legge finanziaria. “Un governo disattento ai temi agricoli -ha detto il presidente della Cia di Bari- ha varato una legge
finanziaria che in agricoltura ripropone in sostanza i provvedimenti-tampone già varati dal precedente governo e per i quali avevamo chiesto una sistemazione definitiva: intendo
l’annullamento dell’Irap, tassa iniqua per l’agricoltura e sempre riproposta, l’azzeramento delle accise sul carburante agricolo per tutte le produzioni,
maggiori ed efficaci controlli sulle importazioni di prodotti agroalimentari, il ritiro della sospensione dei dazi all’import di grano introdotta dall’Unione Europea
l’anno scorso”.
Si tratta di una “finanziaria -ha continuato- che opera tagli al fondo di rotazione, ai finanziamenti per i giovani agricoltori e soprattutto che nulla dice circa la proroga delle
agevolazioni contributive a favore delle aziende montane e svantaggiate. Nessuno strumento viene proposto per favorire lo sviluppo e la competitività di un settore che pure
riveste un ruolo cruciale rispetto alla sicurezza alimentare e al presidio del territorio”.
Per questi motivi “la finanziaria va modificata e la Cia si appella a politici e parlamentari perché si riponga l’agricoltura al centro dell’attenzione”.
“Per fronteggiare la crisi -ha concluso Caruso che ha annunciato a breve una mobilitazione con una serie di iniziative sindacali- si devono attivare rapidamente tutti gli
strumenti della Programmazione regionale per il 2007-2013 compresi nel piano di sviluppo rurale e nella programmazione strategica di area vasta, accelerando e semplificando i meccanismi
di spesa per centrare in tempo utile i risultati a vantaggio dell’agricoltura”.





