Cia Calabria: presentato il libro sulle produzioni a denominazione protetta

By Redazione

Nell’ambito delle manifestazioni previste nel progetto » A Scuola con la Cia» , presso la sala teatro della Scuola Media «Benedetto Citriniti» si è svolto un
convegno e la presentazione del libro: «Doc, Dop, Igt, Igp – Made in Calabria – normative e prodotti», promosso dalla Cia Calabria e curato da Giuseppe Mangone, presidente regionale
della Confederazione, e da Patrizia Guzzo Bonifacio, componente della Direzione regionale Donne in Campo.

Ad introdurre i lavori il presidente Mangone, il quale ha evidenziato come la pubblicazione del volume si propone di offrire un contributo agli agricoltori, promuovendo e valorizzando tutti
quei processi che generano l’agricoltura di qualità , presente sul territorio . «L’idea del volume -dice Mangone- nasce per dare alla Calabria un manuale e una guida sulle
qualità e sui prodotti sani e genuini che gli imprenditori si propongono di offrire».

Il presidente ha anche aggiunto come le Dop, le Igp, le Doc e Igt sono, assieme all’agricoltura biologica, un sistema messo a disposizione dell’agricoltore che intende rimanere sul mercato con
prodotti di altissima qualità certificati e controllati.

La qualità con il marchio -ha, invece, sostenuto Patrizia Guzzo Bonifacio- deve essere intesa dagli agricoltori come un investimento e una strategia per incrementare, su tutto il
territorio nazionale ed europeo, la vendita dei prodotti tipici di una terra di Calabria vocata all’olivicoltura, all’ortofrutta, all’agrumicoltura, alla vitivinicoltura e alla zootecnia, che
accanto alle bellezze paesaggistiche, offrono al turista la scoperta del territorio e le sue produzioni più tipiche.

Presente all’iniziativa l’on. Mario Pirillo, assessore regionale all’Agricoltura, il quale ha espresso la più viva soddisfazione ed apprezzamento per l’iniziativa della Cia e si è
detto soddisfatto del lavoro del suo dipartimento che ha sviluppato una vasta azione per la promozione e commercializzazione, sia in Italia che all’estero, dei prodotti tipici locali. Negli
ultimi tre anni -ha sostenuto Pirillo- l’agricoltura calabrese ha superato la crisi in cui versava, questo grazie anche al miglioramento qualitativo delle produzioni agricole calabresi su cui
abbiamo puntato attraverso il riconoscimento dei marchi di qualità e la costruzione di reti di offerta e promozione come i consorzi di tutela. «Abbiamo creato il consorzio di
tutela delle clementine di Calabria e il consorzio dei salumi Dop , sono in via di riconoscimento altri consorzi quello del fico, della patata, del tartufi di Pizzo, delle noccioline di
cardinale,del bergamotto, del cedro, dei vini e degli oli della nostra regione».

L’assessore, nell’evidenziare l’importanza di aumentare la qualità, fare massa critica e la necessità del confronto sulle basi della qualità, ha informato, inoltre, sul
nuovo programma di sviluppo rurale 2007/13 in cui si dedica grande spazio alla promozione dei prodotti calabresi, che già nelle fiere raggiungono ottimi obiettivi.

La tavola rotonda è continuata con gli interventi di presidenti di consorzi che si sono costituiti in Calabria, produttori che si sono dati un marchio tutelato dall’Unione europea
attraverso il quale poter difendersi dalle infiltrazioni di prodotti sul mercato che non hanno nulla a che vedere con le qualità organolettiche dei prodotti calabresi. Coordinati da
Gianfranco Manfredi, giornalista, capo ufficio stampa del Consiglio Regionale della Calabria ed esperto sommelier, si sono alternati, quindi, al microfono Angelo Rosa presidente Consorzio Dop
Associazione «Fichi di Cosenza», Gaetano Potenzone, presidente Società cooperativa Aoc, Pasquale Pugliese, associazione «Tutela ‘nduja di Spilinga», ed inoltre
Antonio Romano, produttore olio biologico primario in pensione, Franco Mazzei, vicepresidente Cia Cosenza, e Franco Ritrovato, presidente Associazione Olivicola Cosenza .Tutti hanno
sottolineato il proprio impegno e dedizione per una agricoltura di qualità che va comunque sostenuta con un’azione adeguata di promozione affinché possa essere maggiormente
conosciuta, apprezzata e meglio remunerata dai consumatori.

E’ emerso , quindi, come il made in Calabria deve essere divulgato in Italia e in Europa per le sue peculiarità e anche per quanto riguarda i prodotti agroalimentari, i prodotti
trasformati e i prodotti enologici che sono di altissima qualità, conseguita grazie al grande impegno degli agricoltori, che , già da tempo, hanno deciso di fare qualità Ne
sono prova i tanti prodotti a marchio che devono però essere ulteriormente remunerati per poter avere i quantitativi necessari per sviluppare meglio i rapporti con la Gdo.

Ha concluso i lavori Alberto Giombetti, coordinatore Giunta nazionale Cia, il quale ha evidenziato come la Confederazione abbia sviluppato, nel tempo, una politica legata a quella dell’Unione
europea, tendente a valorizzare e mantenere il livello qualitativo elevato di prodotti di nicchia e di qualità. I marchi previsti dall’Unione europea sono quattro Igp, Igt. Dop e Doc ,
l’importanza di questi marchi si lega alla tutela dello stesso prodotto e consente ai produttori di avere sul mercato i prodotti ad un prezzo elevato.

Giombetti si è , poi, soffermato sull’importanza del marketing territoriale e sulla necessità di legare allo stesso i prodotti di qualità e di nicchia. Questo perché
il marketing territoriale ha come funzione principale lo sviluppo equilibrato di una determinata area , attraverso una interpretazione relativa alle caratteristiche territoriali, siano esse
culturali, ambientali storiche e artistiche, che accanto a quelle agroalimentari ed enogastronomiche permette di mettere in relazione tutte le caratteristiche di un determinato territorio.

A fine dibattito sono state distribuite le copie del libro che contiene una prima parte relativa alla normativa sui prodotti Dop e Igp, ed una seconda che illustra i tanti prodotti calabresi a
marchio, con lo scopo di far conoscere ai consumatori le tante bontà della Calabria che ha una propria identità e tradizione. La manifestazione è stata arricchita da una
ricca esposizione di prodotti agroalimentari che hanno contribuito a dare prova e a toccare con mano le tante specialità della terra di Calabria.

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