Chi ha scritto Stabat Mater? … Jacopone da Todi, la conferma di Claudio Peri

Chi ha scritto Stabat Mater? …  Jacopone da Todi, la conferma di Claudio Peri

By Giuseppe

Chi ha scritto Stabat Mater? … Jacopone da Todi, la conferma del Prof. Claudio Peri

Stabat Mater  è una preghiera – più precisamente una sequenza – cattolica del XIII secolo tradizionalmente attribuita al beato Jacopone da Todi.

NOTA DEL DIRETTORE
Ricevo dall’amico Claudio Peri questa comunicazione che va ad integrare la mole di lavoro che, in questi ultimi anni, lo ha portato a dedicarsi totalmente alla figura e al ricordo di Jacopone da Todi. Stabat Mater (dal latino per Stava la madre ma meglio tradurre “Stava in piedi la Madre accanto alla Croce” ) è una preghiera – più precisamente una sequenza – cattolica del XIII secolo tradizionalmente attribuita al beato Jacopone da Todi.
Giuseppe Danielli

Vedi: Tutto su Jacopone in www.jacoponedatodi.org
Vedi anche: Jacopone da Todi.

 

 

Todi, 26 giugno 2024

The International Summer Music Program of AAMS Opera

breve introduzione di Claudio Peri al concerto dello Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi, Todi, Tempio della Consolazione, 28 Giugno 2024

Prof. Claudio Peri
Prima di tutto mi preme informarvi che è stato pubblicato lo scorso Marzo 2024, in Olanda, un libro intitolato “Stabat Mater Dolorosa: a Journey Through Seven Centuries Music” (un viaggio attraverso sette secoli di musica) di Hannie Van Osnabrugge, una gentile signora che ho incontrato a Todi circa quattro anni fa. Hannie è anche animatrice  di un sito web intitolato “The Ultimate Stabat Mater Website” (L’unico sito web dedicato allo Stabat Mater). Ai cultori di musica raccomando caldamente di visitare questo sito e leggere questo libro. Uno dei capitoli ha per titolo “Pergolesi Enduring Popularity” (La ininterrotta popolarità dello Stabat Mater di Pergolesi). Pergolesi nacque a Jesi, non molto lontano da qui, nel 1710 e morì molto giovane a 26 anni. Il suo Stabat Mater riscosse subito un grande apprezzamento nel mondo della musica che dura tuttora. 

Mi è stato chiesto di introdurre questo concerto dicendo qualcosa sulla poesia di Jacopone. Ne approfitto per informarvi che anche un altro libro è stato pubblicato in Inghilterra nel 2015 dallo scrittore irlandese Desmond Fisher, con il titolo “Stabat Mater, the Mistery Hymn” (l’inno del mistero). Anche questo è un libro molto interessante. Sottolineo questo punto che dovrebbe rendere orgogliosi i cittadini di Todi: negli ultimi dieci anni sono stati pubblicati due libri, uno in Olanda e uno in Inghilterra, sulla musica e sulla poesia dello Stabat Mater e in tutti e due si parla ampiamente di Jacopone e di Todi. Cosa rende così speciale questa poesia?

Vorrei partire dalla affermazione che l’autore dello Stabat Mater è certamente Jacopone da Todi, pur in assenza di una attestazione formale. La mancanza di tale attestazione è conseguenza di circostanze storiche di cui non abbiamo il tempo di  discutere in questa sede. 

Cominciamo dal libro di Desmond Fisher che è basato su una accurata, dettagliatissima analisi del testo e delle varie traduzioni conosciute in lingua inglese. Mi limito a citare l’analisi che Desmond Fisher fa della prima terzina dello Stabat Mater:

Stabat Mater Dolorosa

Iuxta crucem lacrimòsa

Dum pendebat filius.

La traduzione in italiano è questa:

La Madre oppressa dal dolore

Stava in piedi, in lacrime, accanto alla croce,

alla quale era appeso il suo figlio

Il commento di Desmond Fisher ai tre versi in lingua latina è il seguente:

«La qualità sonora di queste prime nove parole è sbalorditiva. Il ritmo regolare e le parole polisillabe in morbida rima danno a questi tre brevi versi una profondità e una forza che non sarà mai possibile riprodurre in una traduzione»

Alla conclusione del libro che è di circa 200 pagine, Desmond scrive:

«È questa combinazione di congetture e di evidenza interna che mi dà la convinzione che Jacopone sia l’autore di questa poesia»

Ma c’è molto più di questo.

La prima terzina dello Stabat Mater descrive una scena che Jacopone ha già descritto nella sua famosa laude  in volgare “Donna de Paradiso”.  Jacopone considera, attingendo alla documentazione storica della crocifissione (un modo di esecuzione capitale molto comune al tempo di Gesù) : 1) che la croce era innalzata a non più di 20-30 centimetri da terra; 2) che la persona crocifissa finiva per collassare sotto il suo stesso peso fino a morire soffocata. 3) che i parenti del condannato erano tenuti lontani dal crocifisso per evitare proteste e ribellioni. Si poteva stare vicino al crocifisso solo evitando ogni reazione. La Vergine Maria stava molto attenta a non gridare e a non fare scene di disperazione. A lei interessava massimamente di poter stare in piedi accanto al figlio morente.  Vicino al viso di Gesù, Maria poteva sentire il suo rantolo e forse comprendere qualche parola, pur deformata dalla difficoltà di Gesù a respirare.

Ci sono dettagli nelle due poesie, quella in latino (lo Stabat Mater) e quella in volgare (Donna de Paradiso) che rivelano delle peculiarità proprie soltanto della poesia e del linguaggio di Jacopone. 

Egli parla, per esempio, di Gesù crocifisso quasi come di uno straccio “appeso” come in latino cerca di dire con il verbo “pendebat”. Questa è una visione totalmente diversa da quella con cui il Crocifisso è stato rappresentato dall’arte nei secoli: le braccia distese e aperte, il corpo diritto e il viso rivolto verso l’alto. Jacopone sa che la situazione reale, l’immagine che la Vergine Maria aveva davanti agli occhi, era ben lontana da questi trionfalismi. Questo era stato l’insegnamento di Francesco che aveva raccomandato ai suoi seguaci di parlare del Vangelo e di Cristo non come se fosse un mito, ma di parlarne come di fatti realmente avvenuti, vissuti concretamente. Per questo Francesco aveva fatto il presepe di Greccio. Per questo Jacopone ha scritto Stabat Mater e Donna de paradiso. Per avvicinarci alla realtà di Cristo e perché tutti la comprendessero. 

Nella laude 41, scritta molto prima dello Stabat Mater e di Donna de paradiso nel dialogo fra l’anima e Cristo, l’anima chiede:

O Cristo pietoso, dove te trovo, amore?

Non esser più nascoso, ca mogo a gran dolore.

Chi vidde el mio Segnore? Narrel chi l’ha trovato.

E una voce gli risponde:

O alma nui el trovammo su ne la croce appiso;

morto lo ce lassammo, tutto battuto e alliso:

per te a morir s’è miso, caro t’ha comparato

Gesù è “appeso” e il suo corpo “battuto e alliso”  “pendebat” dalla croce. Egli aveva rinunciato proprio a tutto, anche alla dignità e Jacopone non si lascia convincere dalla retorica consolatoria che si è fatta persino sulla crocifissione di Cristo.

Un secondo dettaglio rivelatore presente sia nello Stabat Mater che in Donna de Paradiso è la percezione che la Vergine Maria ha dell’ultimo profondo respiro di Gesù morente che allora come oggi indica il momento della morte.  È un dettaglio esclusivo e tipico del realismo di Jacopone.

Sì, Jacopone è l’autore dello Stabat Mater.

Alla fine possiamo chiederci: che cos’ha di speciale questa poesia per attrarre nei secoli l’attenzione e l’ispirazione di centinaia di compositori, tra i quali tutti i grandissimi (Dvorak, Vivaldi, Haydn, Bach, Liszt, Shubert, Pergolesi, Rossini, Verdi ecc. ecc) 

È facile rispondere a questa domanda. Il dolore della Vergine Maria rappresenta il più grande dolore umano che si possa immaginare: una madre assiste all’uccisione del figlio innocente. Questo dolore è persino più grande di quello del figlio che sta morendo. 

Migliaia di madri nella storia hanno dovuto attraversare questo tremendo dolore. Cosa pensate che stia accadendo proprio oggi e in questo momento a centinaia di madri in Ucraina e in Palestina? E in Russia e in Israele? E in decine di altri posti disgraziati del mondo.

Voglio fare una previsione. Forse non avrò il tempo di attendere che si realizzi, ma sono sicuro che accadrà. Nei prossimi anni ci saranno compositori di Ucraina e di Palestina, forse russi, forse israeliani, che vorranno testimoniare il dolore e l’orrore vissuto in questi mesi al quale noi assistiamo un po’ distrattamente, componendo il loro commovente e vissuto  e sofferto Stabat Mater.

Riferimenti

Tutto su Jacopone in www.jacoponedatodi.org 

Redazione Newsfood.com
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