Chi è Jacopo Gimondo, visto da… Jacopo Gimondo

Chi è  Jacopo Gimondo, visto da…  Jacopo Gimondo

By Giuseppe

Jacopo Gimondo è un giovane laureando genovese con le idee molto chiare su quello che farà da grande

 

Appassionato di cibo, cucina e buona comunicazione per informare correttamente chi vuole scegliere in modo consapevole.
Jacopo Gimondo: volontà di vivere di scrittura, della possibilità di informare le persone, cercando, nel mio piccolo, di evitare il dilagare della disinformazione

 

 

Newsfood.com, 3 dicembre 2023

 

Chi è Jacopo Gimondo… visto da Jacopo Gimondo

Ciao! Mi chiamo Jacopo Gimondo, ho 21 anni e sono nato a Genova, città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica Signora del Mare.
Come disse il poeta Francesco Petrarca, Genova si distingue per la presenza del mare e dei monti; ed è proprio da questo connubio che nasce l’unicità di questo luogo, che affonda le proprie radici nell’epoca pre- romana e permea le coscienze di storia, cultura e identità, anche enogastronomica.

Diversamente da come si potrebbe pensare, in me la passione per la cucina non nasce da piccolo; piuttosto, da bambino, ero attratto dalle pratiche ad essa associate.
Come dimenticare l’odore della focaccia genovese con il rosmarino preparata da mia nonna, talmente avvolgente e libidinosa da farmi perdere i sensi: era l’emblema della convivialità e dello stare insieme, della condivisione di cibo e storie.

Ho frequentato il Liceo Scientifico con opzione bilinguismo, seconda lingua tedesco, ed è stato durante la prima quarantena, nel 2020, che ho iniziato a sviluppare un forte interesse nei confronti del cibo; non solo la sua preparazione, anche se innegabile che il cimentarsi in varie ricette, a casa mia e in quelle di molti italiani, sia aumentato esponenzialmente in quel periodo – a dimostrarlo anche la razzia di farina, lievito, uova e non solo, fatta in moltissimi supermercati – ma tutto l’aspetto conviviale ad esso legato. Si sono stretti ancora più legami intorno all’alimentazione, alla preparazione dei pasti e all’atto pratico di mangiare. In un momento in cui tutto il mondo era martoriato dalla situazione sanitaria, i pasti si dimostrarono “crocevia emblematici della vita e fonte nutritiva delle relazioni con gli altri”.

Jacopo Gimondo

Da questi eventi, compresi quanto il cibo potesse essere importante nella vita delle persone, come allo stesso tempo potesse invece dare vita ad un rapporto disfunzionale. Fattore, quest’ultimo, che è necessario ricordare, poiché nel 2022 sono state 1.450.567 le persone in Italia affette da Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) e 3.158 coloro che ne sono morte ( fonte)*. Questa è una causa a cui tengo moltissimo, perché purtroppo non se ne parla abbastanza, non c’è informazione e si tende a stigmatizzare chi di questi disturbi soffre.

Compresa la mia passione, non è stato difficile individuare il percorso universitario che incontrasse i miei desideri. Ed è così che a 19 anni ho deciso di lasciare la città da me tanto amata, Genova, per trasferirmi in Veneto, presso l’Università degli Studi di Padova, per seguire il corso di laurea triennale in Scienze e Cultura della Gastronomia.

Questo percorso, che sto per portare a termine con una tesi su come la comunicazione influenzi i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA), mi ha permesso di appassionarmi ancora di più agli aspetti storici, letterari e culturali del cibo, come questo sia trasversalmente connesso con l’arte, il cinema, la moda, la musica e tutti gli altri ambiti del sapere (n.d.r. … in piena sintonia con Nutrimento & nutriMENTE di Newsfood.com).

Ho compreso che il cibo racconta una storia, la nostra storia, parlando dell’identità individuale e sociale, ma anche di quella collettiva.
Nutrirsi non vuol dire solamente apportare al nostro organismo i nutrienti di cui necessita per il corretto funzionamento: nutrirsi è un fatto sociale, poiché riguarda le persone ed esprime la propria cultura.

Una volta laureato, mi piacerebbe poter continuare gli studi, per apprendere le basi giornalistiche che credo fermamente saranno fondamentali, non solo per una mia cultura personale, ma soprattutto per il proseguimento del mio percorso, legato alla volontà di vivere di scrittura, della possibilità di informare le persone, cercando, nel mio piccolo, di evitare il dilagarsi della disinformazione.

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* (fonte) Birbes Cristina, Nutrirsi di relazione. Una riflessione pedagogica tra cibo ed educazione, Lecce, Pensa MultiMedia, 2012, p.30

Non mi dispiacerebbe tornare nella mia città natale, a cui sono estremamente legato, come del resto dimostra l’incipit di questa mia presentazione; allo stesso tempo sono spinto da un’irrefrenabile volontà di viaggiare e conoscere il mondo, le diverse culture e i differenti usi e costumi.
Voglio credere in un mondo migliore, vivendo in una realtà in cui non ci siano guerre e discriminazioni, che queste siano legate al sesso, alla nazionalità o all’identità di genere.

Potrà sembrare estremamente retorico, ma il cambiamento parte anche da qui, dalla carta stampata e dall’informazione digitale: essere informati vuol dire conoscere e avere la capacità di elaborare un pensiero, credendo quindi nelle proprie convinzioni e non in quelle altrui, come spesso accade.

Se siete arrivati a questo punto, giunti al testo consapevolmente o capitati quivi per caso, vi auguro di trovare qualcosa in cui credere fermamente e di lottare con tutti voi stessi per ottenerlo.
Memento audēre semper

 

… e noi  auguriamo a Jacopo di raggiungere i suoi obiettivi… partendo proprio dalle pagine digitali di Newsfood.com, Nutrimento &nutriMENTE .

Giuseppe Danielli
Direttore e fondatore
Newsfood.com

Contatti: Redazione Newsfood.com

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