Carlo Petrini riceve il Dottorato Honoris Causa in Scienze Umanistiche dall’Università di Messina

Carlo Petrini riceve il Dottorato Honoris Causa in Scienze Umanistiche dall’Università di Messina

By Giuseppe

Un riconoscimento alla visione ecologica e culturale del fondatore di Slow Food: “Il cibo come motore di un nuovo umanesimo”

Carlin Petrini premiato a Messina: un riconoscimento alla sua visione multidisciplinare e all’impegno per un futuro alimentare sostenibile.”

 

A Carlo Petrini il Dottorato Honoris Causa in Scienze umanistiche dell’Università di Messina

Newsfood.com, 2 luglio 2025

 


NOTA del Direttore
Senza nulla togliere al prestigioso riconoscimento dell’Ateneo messinese, credo fermamente che Carlo (Carlin) Petrini meriti un premio di importanza internazionale per aver dato vita a movimenti  come Slow Food,  Terra Madre, Università di Pollenzo. Un coinvolgimento di milioni di persone mobilitate alla salvaguardia di speci animali, ortofrutticole, artigianalità in pericolo di oblio…Il mio desiderio è quello di vedere Cartin a Stoccolma per ritirare il suo meritato Premio Nobel!

Giuseppe Danielli

La cerimonia all’Università di Messina

Lunedì 30 giugno 2025, l’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Messina ha ospitato la solenne cerimonia di conferimento del Dottorato Honoris Causa in “Scienze Umanistiche” a Carlo Petrini. Alla presenza della Rettrice Giovanna Spatari e delle autorità accademiche, Petrini ha ricevuto l’importante riconoscimento per il suo straordinario contributo alla cultura agroalimentare e alla sostenibilità ambientale.

Il fondatore di Slow Food ha tenuto una Lectio Doctoralis sul tema “Il rapporto tra uomo e natura al centro di un nuovo umanesimo”, evidenziando il ruolo centrale del cibo nella riflessione filosofica contemporanea.

La visione umanistica e filosofica del cibo

Durante la Laudatio, il prof. Giuseppe Giordano ha elogiato Petrini per aver portato la cultura gastronomica a dialogare con la politica, la filosofia e l’ecologia. La sua è una “gastronomia reticolare”, che intreccia scienze e umanesimo, storia e sostenibilità, alimentazione e giustizia sociale.

Come sottolineato dalla Rettrice Spatari, Petrini ha proposto un nuovo paradigma ecologico che supera l’antropocentrismo, promuovendo una visione inclusiva dell’uomo come parte dell’ambiente.

Un sapere che connette

Nel suo intervento, Petrini ha rivendicato l’importanza di una gastronomia multidisciplinare, capace di unire saperi e valori. “Non è solo cucina o nutrizione, ma anche agricoltura, storia, economia, ecologia. Tutto è connesso”, ha affermato.

Ha inoltre ribadito la necessità di un dialogo intergenerazionale, di un’etica del piacere condiviso e del diritto a una vita alimentare degna, invocando “intelligenza affettiva” e “austera anarchia” come strumenti per costruire un futuro equo.

L’impatto globale del pensiero di Petrini

Fondatore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (2004) e ideatore di Terra Madre, Petrini ha costruito una rete globale di comunità del cibo in oltre 160 Paesi. Il suo impegno si è tradotto in progetti concreti come l’Arca del Gusto, i Presìdi Slow Food e gli Orti in Africa.

Nel 2016 è stato nominato Ambasciatore Speciale della FAO per “Fame Zero” e nel 2013 ha ricevuto il premio “Campioni della Terra” dall’UNEP. È stato inoltre inserito dal Guardian tra le “50 persone che potrebbero salvare il mondo” e da Time tra gli “Eroi Europei”.

Carlo “Carlin” Petrini: il gastronomo che ha cambiato il mondo

Carlo Petrini, classe 1949, sociologo e giornalista piemontese, è conosciuto come il fondatore del movimento internazionale Slow Food, nato nel 1989 in risposta alla cultura del fast food e della globalizzazione alimentare. La sua visione si basa su tre principi cardine: cibo buono, pulito e giusto.

Nel 2004 fonda l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, unica al mondo nel suo genere, con l’obiettivo di formare gastronomi in grado di integrare sapere teorico e pratiche sostenibili. È anche il creatore del progetto Terra Madre, una rete globale che mette in relazione contadini, cuochi, ricercatori e comunità del cibo di 160 Paesi nel mondo.

Tra i riconoscimenti ricevuti:

  • “Champion of the Earth” (UNEP, 2013)

  • Ambasciatore FAO per “Fame Zero” (2016)

  • “European Hero” per Time Magazine (2004)

  • Inclusione nelle “50 persone che possono salvare il mondo” (The Guardian, 2008)

Il suo pensiero ruota attorno al concetto di “ecologia integrale”, che unisce ambiente, cultura, educazione e giustizia sociale. Coniuga passione per il cibo e impegno civile, facendo del gusto una leva di cambiamento globale.

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