Capodanno: Coldiretti, boom export Spumante ( 29 %) mette in crisi Champagne
30 Dicembre 2008
Lo spumante italiano con un aumento record del 29 per cento del valore delle esportazioni mette in crisi lo champagne francese che dopo anni di crescita nel 2008 fa segnare un calo
medio delle vendite del 5 per cento con crolli a due cifre per le grandi case nei primi dieci mesi dell’anno, secondo il quotidiano Le Monde. E’ quanto afferma la Coldireti
in vista dei brindisi di Capodanno nel sottolineare che lo spumante Made in Italy cresce all’estero sia in valore ( 29 per cento) che nel numero di bottiglie spedite ( 19 per
cento) nei primi nove mesi del 2008 secondo l’Istat.
Nel mondo l’accresciuta preferenza accordata alla produzione Made in Italy è dovuta – sottolinea la Coldiretti – all’ottimo rapporto tra qualità e prezzo
della produzione nazionale rispetto alla concorrenza d’oltralpe che sembra risentire di piu’ della crisi internazionale.
Lo spumante italiano è in forte crescita in Gran Bretagna dove le spedizioni sono quasi raddoppiate in valore ( 98 per cento) ed è diventata il primo mercato superando
addirittura la Germania dove la crescita in valore è stata del 15 per cento mentre al terzo posto si posizionano gli Stati Uniti con una sostanziale stabilità anche per
effetto dell’andamento del dollaro. Tra i nuovi clienti del Made in Italy – continua la Coldiretti – si fa luce la Spagna che, si classifica al quarto posto con quasi il raddoppio il
valore degli arrivi ( 88 per cento), la Russia ( 40 per cento) e il Giappone ( 8 per cento) mentre scende la Francia con un calo del 24 per cento.
Il successo degli spumanti italiani con una produzione stimat a attorno a 300 milioni di bottiglie si conferma – conclude la Coldiretti – anche a livello nazionale dove lo champagne
rappresenterà solo il 2 per cento delle bottiglie acquistate dagli italiani per i brindisi di fine anno.
IL BOOM DELLO SPUMANTE MADE IN ITALY ALL’ESTERO
Gran Bretagna
98 per cento
Germania
15 per cento
Stati Uniti
– 1 per cento
Spagna
88 per cento
Russia
40 per cento
Giappone
8 per cento
Francia
– 24 per cento
TOTALE 29 per cento





