Canzoncine e musica: con queste i bambini imparano meglio

Canzoncine e musica: con queste i bambini imparano meglio

Ninne nanne, giochi di parole e canzoni per bambini: non sono solo un passatempo, ma un utile strumento di apprendimento per i più piccoli, in quanto capaci di velocizzare la
memorizzazione delle parole. Questo è quanto sostenuto da una ricerca di Jenny Saffran ed Erik Thiessen, rispettivamente dell’università del Wisconsin e della Carnegie Mellon
University, pubblicata nel volume “The Neurosciences and Music – III, Disorders and plasticity”. Il libro, che contiene più di 6o lavori e studi dedicati alla “neuromusica”, è
stato presentato nel 2008 a Montreal dalla Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani.

Le osservazioni di Saffran e Thiessen si sono focalizzate sull’ambiente sonoro che circonda i bambini fin dai primi anni di vita.
In particolare, essi hanno esaminato l’Infant Directed Speech: la lingua, fatta di parole semplificate, toni accattivanti e canzoni con qui gli adulti si rivolgono ai bebè.
Per i due ricercatori tale linguaggio è la base dell’apprendimento, in quanto i bambini imparano più parole e le memorizzano meglio se queste sono cantate, se sono in rima, fanno
parte di una canzone.

Ma il campo della neuromusica è un settore della ricerca relativamente nuovo e molto fruttifero. Spiega Maria Majno, responsabile dei programmi della Fondazione Mariani: “La ricerca su
musica e neuroscienze continua a dare risultati straordinari. Si tratta un ambito in continua espansione, che promette sostanziali avanzamenti anche in campo educativo e riabilitativo:
ciò che abbiamo imparato sta già cambiando in meglio il nostro modo di capire e aiutare i bambini con difficoltà neurologiche”.

Matteo Clerici

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