Campania: Confronto regionale sul tema “pane di qualità”

Campania: Confronto regionale sul tema “pane di qualità”

Napoli – Serve una carta d’identità del pane a livello regionale, per poter garantire al consumatore la qualità, la provenienza, gli ingredienti e la tracciabilità del
pane, dal forno alla tavola del consumatore e valorizzare l’arte bianca con iniziative di concerto con gli operatori ed a beneficio dei consumatori, per far emergere la qualità e
l’identità territoriale del pane, anche con degli incentivi a favore dell’apprendistato, per favorire il lavoro dei giovani nelle botteghe di fornaio.

La tutela del consumatore non deriva dal fatto se i panettieri sono aperti o no la domenica, ma dal fatto che ogni venditore deve sottostare al controllo qualità, che si fa
obbligatoriamente, ad esempio, ci sono tante aziende agrituristiche che producono il pane fresco per uso interno.Cosi è intervenuto il Rappresentante della Consulta Nazionale
dell’Agricoltura e Agroalimentare, Rosario Lopa, sul dibattito aperto in seno alla regione campania, sulla legge n.2 del 1 febbraio 2005, in via di modifica e che vede di fatto annullata la
funzione dell’imbustamento obbligatorio.

Nella sola provincia di Napoli, infatti, la percentuale di pane abusivo e pari al 37 per cento di quella consumata quotidianamente, pari complessivamente a ben 8.200 quintali. Un danno per
l’intera economia provinciale, ribadisce Lopa, una concorrenza sleale verso i panifici autorizzati, un pericolo serio e diffuso per la salute dei consumatori. Il fenomeno della produzione
riguarda soprattutto i comuni della provincia di Napoli ma la commercializzazione investe anche il capoluogo in modo molto articolato. Pane potenzialmente tossico in quanto cotto grazie alla
combustione di vecchi mobili e altra legna di recupero, che – essendo stata trattata chimicamente all’origine – sprigiona tra le altre cose proprio melanina, quella del latte cinese, che viene
assorbita dal prodotto finale, e dello sfruttamento criminale della povertà delle persone a qualsiasi longitudine.

L’aumento smisurato del prezzo del pane, spiega l’esponente della Consulta, ha evidentemente creato il mercato per un pane abusivo di cui non è possibile garantire la qualità,
così come il costo notevole del latte in polvere ha spinto qualche azienda a realizzarne di più economico pur di trarre profitto dalla domanda dei poveri.

Per combattere la piaga dei forni abusivi, si potrebbe creare, ha sottolineato Lopa, una sorta di carta d’identità del pane a livello regionale, per poter garantire al consumatore la
qualità, la provenienza, gli ingredienti e la tracciabilità del pane, dal forno alla tavola del consumatore e valorizzare l’arte bianca con iniziative di concerto con gli operatori
ed a beneficio dei consumatori, per far emergere la qualità e l’identità territoriale del pane, con serrati controlli da parte degli organi competenti del Mipaaf e delle forze
dell’ordine, e anche con degli incentivi a favore dell’apprendistato, per favorire il lavoro dei giovani nelle botteghe di fornaio.

Se fosse combattuto con forza l’abusivismo che erode il margine di guadagno del panificatore, ha concluso Lopa, si potrebbe anche pensare di abbassare notevolmente i prezzi.

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