Buriasco: «no all'uso di terreni fertili per insediare nuove discariche»

TORINO – No all’utilizzo di terreni a massima fertilità per localizzare una nuova discarica nella pianura pinerolese, questo il messaggio degli imprenditori agricoli che
nei prossimi giorni scenderanno in piazza davanti ai palazzi della politica a livello provinciale e regionale.

Riccardo Chiabrando, presidente Coldiretti, afferma: «Per individuare il sito della nuova discarica, nel Pinerolese come altrove, occorre cercare terreni a bassa fertilità, siti
industriali abbandonati o aree militari dismesse. La manifestazione è incentrata su Buriasco, ma il problema che poniamo è generale».

Chiabrando aggiunge: «Agli amministratori degli enti locali, ai politici di Provincia e Regione, così come ai parlamentari espressi dal territorio, chiediamo maggiore attenzione
alla salvaguardia del terreno a massima fertilità e, dunque, all’ambiente. Difendere il suolo ad alta capacità produttiva è l’unico modo per garantire un futuro al settore
primario. In Piemonte dal 1991 al 2001 espansioni urbanistiche, nuove aree industriali, siti per impianti di trattamento dei rifiuti, nuove arterie stradali, hanno impermeabilizzato quattromila
ettari di suolo fertile, di cui mille di prima classe. A fronte di questa cementificazione smodata il suolo di prima classe in Piemonte è oggi ridotto a poco più di centomila
ettari».

Lunedì 10 marzo scorso, presso la sede Coldiretti di Pinerolo, si è svolta una riunione aperta agli amministratori locali ed ai politici. All’appello hanno risposto alcuni sindaci
e amministratori del Pinerolese, il consigliere provinciale Piergiorgio Bertone, il consigliere regionale Marco Bellion e il parlamentare Giorgio Merlo. Accanto alle organizzazioni
professionali agricole erano presenti cittadini ed esponenti del locale comitato di difesa del territorio.

Chiabrando continua: «La contrarietà degli imprenditori e dei cittadini al sito di Buriasco è emersa in modo netto. Si tratta di una scelta sbagliata che va contrastata con
ogni mezzo. Nel Pinerolese ci sono altre aree da prendere in considerazione per ridurre l’impatto di tale impianto rispetto al settore primario e alla qualità della vita dei cittadini.
La riunione si è chiusa con alcune proposte operative. Stiamo preparando un documento che sarà sottoposto agli amministratori. I politici presenti si sono detti disponibili a
sostenere questa battaglia: l’obiettivo è riuscire a rimettere in discussione una scelta ritenuta inopportuna e dannosa».

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