Buona alimentazione, sani i batteri dell’intestino
20 Settembre 2011
Noi siamo quello che mangiamo. Ciò è valido anche per l’intestino: la qualità della dieta influenza direttamente lo stato dell’organo e dei batteri che lo popolano.
A spiegarlo una ricerca dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) e di università americane e francesi, diretta dal dottor Brian Muegge e pubblicata su “Science”.
Il lavoro si è articolato in due fasi: una su cavie animali, la seconda su volontari umani.
Gli studiosi hanno raccolto le feci di 33 mammiferi diversi, sottoponendole ad test e controlli genetici incrociati. La rete di analisi ha reso chiaro come gli escrementi mostrassero tracce
evidenti dei microrganismi dell’intestino e (più importante) come lo stato di tali batteri fosse diretta conseguenza del cibo.
Spiega il dottor Fontana, uno degli autori: “Quel che abbiamo visto è che, indipendentemente dall’albero genealogico, esiste un gruppo di geni batterici in comune tra i diversi animali
che sono determinati dalla dieta. I carnivori hanno per esempio una popolazione di batteri specializzati nella degradazione delle proteine, mentre gli erbivori possiedono batteri che
sintetizzano aminoacidi”. Più semplicemente, chiarisce il ricercatore, quello che mangi conta più della situazione di partenza.
La seconda fase si è basata su 18 volontari, tutti praticanti di una dieta con limitate dosi di calorie. Studiandoli, gli esperti hanno constatato come il livello di fibra e
proteine messo in tavola costruiva struttura ed azione dei microbi colonizzatori dell’intestino.
Per Fontana, tale scoperta può essere mattone per risultati estremamente importante.
La comunità scientifica dà sempre maggiore attenzione ai batteri in questione: “Il nostro intestino è popolato da miliardi di microrganismi che vivono in simbiosi con noi
Sono esseri viventi che interagiscono in continuazione, scambiando informazioni e sostanze”. Purtroppo, in determinate condizioni, tali batteri possono diventare responsabili di malattie come
diabete, problemi metabolici (obesità) e cancro, specie al colon.
Se perciò i batteri intestinali sani agiscono da scudo, quelli “corrotti” sono alleati della cattiva salute.
E tale stato è (almeno in parte) determinato dall’alimentazione, carburante dei cambiamenti e delle mutazioni della popolazione batterica. Perciò, scopo dei ricercatori è
chiarire i due anelli della catena: come il cibo influenzi i batteri, e come i loro cambiamenti influenzino lo stato di salute dell’umano in cui risiedono.
Tuttavia, conclude Fontana, questo è “Un lavoro molto complesso e le tecnologie indispensabili per svolgerlo sono disponibili da poco tempo. Tra uno o due anni speriamo di poter dare le
prime risposte”.
FONTE: Brian D. Muegge, Justin Kuczynski, Dan Knights, Jose C. Clemente, Antonio González, Luigi Fontana, Bernard Henrissat, Rob Knight, and Jeffrey I. Gordon, “Diet Drives
Convergence in Gut Microbiome Functions Across Mammalian Phylogeny and Within Humans”,Science 20 May 2011: 970-974. [DOI:10.1126/science.1198719]
Matteo Clerici
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