BRESSO: «RENDERE PIU' SICURI I LUOGHI IN CUI VIVIAMO VUOL DIRE INVESTIRE IN PERSONALE E URBANISTICA»

«Per creare più sicurezza, sia reale che percepita, dobbiamo sostenere la progettualità dei sistemi locali e confrontarci con le buone pratiche altrui,
non per copiarle ma per trovare – anche dall’analisi di esperienze positive fatte altrove – le soluzioni che meglio si adattano alle caratteristiche del territorio. Rendere i luoghi in cui
viviamo più sicuri vuol dire investire in personale, ma anche, ad esempio, ripensare in modo innovativo la progettazione urbanistica».

Lo ha dichiarato la Presidente della Regione, Mercedes Bresso, aprendo i lavori della prima Conferenza regionale sulla sicurezza integrata. Prevista dalla legge 23/2007, la Conferenza,
convocata annualmente, si propone quale sede di confronto e di valutazione in materia di politiche locali per la sicurezza e di verifica dello stato di attuazione delle intese e degli accordi.

I lavori sono stati presieduti dall’Assessore regionale alla Sicurezza, Giovanni Caracciolo, il quale ha ricordato che «è stato recentemente approvato il regolamento
per gli strumenti di autotutela della polizia locale. A breve sarà formalizzato il regolamento per il Fondo di solidarietà delle vittime. Entrambi i regolamenti sono
stati previsti dalla legge. 23/2007.La Regione, quindi, non è stata ferma dall’approvazione della legge: si sono costruiti dei percorsi, avviati dei confronti e si è
anche finanziato, per 2 milioni e mezzo, il Patto Torino Sicura».

Tra i relatori, Maurizio Maggi di Ires Piemonte, ha presentato «I dati della sicurezza in Piemonte». I reati in Piemonte: nel 2007 sono stati oltre 260.000, con un
incremento del 4% rispetto al 2006, meno della media nazionale ( 5,2%). A trascinare l’aumento soprattutto la provincia di Torino, dove i reati aumentano poco rispetto all’anno prima ( 2,8%) ma
in valore assoluto si tratta di oltre 4700 reati in più, pari al 46,9% dell’incremento totale del Piemonte. Solo nel VCO i crimini sono sostanzialmente stabili.

Duccio Scatolero, professore di Criminologia, ha parlato del rapporto tra sicurezza reale e sicurezza percepita, mentre Clara Cardia del Politecnico di Milano, ha affrontato il tema
«Progettazione urbanistica e prevenzione dei fenomeni criminali».

Alla Conferenza è intervenuto in rappresentanza del Governo, il sottosegretario al Ministero degli Interni, Michelino Davico, che ha riferito degli interventi in materia di
sicurezza varati dall’esecutivo centrale.

In mattinata, sono intervenuti l’assessore comunale di Torino, Beppe Borgogno, l’assessore del Comune di Novara, Mauro Franzinelli, il Vice Presidente della Provincia di Torino, Sergio Bisacca,
il Prefetto di Torino, Paolo Padoin, Marcello Maddalena, fino al 30 giugno Capo della Procura della Repubblica di Torino, Massimo De Andreis di Unioncamere Piemonte, Giuseppe Scudiere in
rappresentanza dei sindacati, Anna Di Mascio, del Forum del Terzo settore, Giorgio Pighi, sindaco di Modena e Presidente del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana.

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con gli interventi dell’Assessore regionale Sergio Deorsola, del generale Angelo Desideri, già presidente della Commissione tecnica
scientifica della legge 6/2004 e dei rappresentanti delle associazioni di categoria e degli enti locali.

Caracciolo ha ribadito che «il concetto di sicurezza comprende elementi di natura percettiva: paure e sentimenti di insicurezza, propri anche della società piemontese,
che colpiscono spesso le categorie sociali più deboli e che dipendono non solo dagli effettivi livelli di delittuosità, ma anche da altri fattori di tipo demografico,
socio-economico, psicologico e ambientale.

L’azione pubblica deve pertanto intervenire tanto in termini di prevenzione e repressione del crimine quanto in termini di prevenzione, riduzione o contenimento dei fattori sociali ed
ambientali che minacciano il diritto delle persone di vivere libere dalla paura e che creano un forte impatto sulla qualità della vita».

A partire da questo approccio di fondo al tema della sicurezza e dalle caratteristiche del territorio piemontese, la Regione intende adottare una linea di promozione e sostegno della sicurezza
integrata delle città e del territorio che ponga al centro una più solida definizione del concetto di integrazione delle politiche, fondata sul principio della
innovazione sperimentale e sul metodo della cooperazione strategica tra enti, istituzioni e soggetti del privato sociale.

Al termine dei lavori, è stato elaborato il documento conclusivo. Alla Giunta regionale ora, sulla base di quanto previsto dalla legge 23/2007, spetta l’elaborazione e la proposta
al Consiglio regionale delle linee programmatiche di intervento e delle azioni prioritarie.

Documento allegato:
sicurezza piemonte

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