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Botteghe storiche di Milano: Sono 400 con le nuove 30 del 2017

Botteghe storiche di Milano: Sono 400 con le nuove 30 del 2017

By Giuseppe

Milano, 24 luglio 2017

La più giovane (sic) è “Cinerarius Ermanno et Liberos”, la bottega di parrucchiere fondata nel 1967 da Ermanno Bidoli. Per le più “anziane” bisogna tornare indietro di quasi un secolo perché la coltelleria “O.Lorenzi” e l”Ottica Aleardi” sono in attività dal 1919.

Giuseppe e Domenico Gattullo

Tra queste tre insegne è racchiuso l’elenco di altre 27 botteghe che abbracciano un po’ tutti i settori del commercio, che l’Amministrazione Comunale Milanese ha iscritto quest’anno nell’albo delle “Botteghe Storiche” che dal 2004 ad oggi ha raggiunto quota 400 di quelle riconosciute e premiate perché rappresentano uno strumento di grande interesse per la città, sottolinea l’assessore milanese alle attività produttive, Cristina Tajani.

Fra le 30 botteghe premiate quest’anno, otto (pari al 26.6% del totale) hanno a che fare con il mondo del food, a partire dalla più anziana, la coltelleria Lorenzi appunto, fondata nel 1919 da Olimpio, arrivato a Milano dalla Val Rendena, ancora oggi un valido punto di riferimento per il suo vasto assortimento di coltelli e casalinghi.

Bisogna fare un salto di 15 anni per trovare il secondo premiato dell’affollato settore food e, cioè, Antonio Cipriano della “Toldo gelato e caffè” che nel centrale quartiere Brera, è una bottega rinomata per la pallina di semifreddo al torroncino servita con il caffè. Mentre il “Bar Marino”, situato in posizione strategica tra il Teatro alla Scala e Palazzo Marino – il Municipio di Milano – è ritrovo di musicisti, politici e giornalisti dal 1939, anno in cui fu collocato anche il grande lampadario di cristallo che domina tutto il locale.

La seconda gelateria, è quella avviata nel 1942 da Andrea Sartori con il suo carretto da ambulante prima di stabilizzarsi, nel dopoguerra, nel chiosco accanto alla stazione centrale. Il paradiso di goloserie con dolci, caramelle, cioccolato, prodotti da forno, tè, infusi, conserve e una pregiata selezione di amaretti, “Ronchetti dolciumi”, è stato aperto nel 1952.

Un altro chiosco che è un magico punto di ritrovo in un giardino pubblico, quello dedicato al giornalista Indro Montanelli, è il “Bar Bianco”, ufficialmente aperto nel 1960 ma che, secondo i beni informati, trae le sue origini dal 1700. L’anno dopo nasce “Gattullo”, bar pasticceria aperto dal pugliese Peppino Gattullo nei pressi dell’Università Bocconi e “rifugio” di una schiera di artisti e comici capitanati da Enzo Jannacci. Gattullo sforna a getto continuo prelibatezze dolci e salate, dalla colazione all’aperitivo, nonché panettoni artigianali super ricercati.

A chiudere la “squadra” del food, l’unico ristorante premiato in questa tornata di Botteghe Storiche, la trattoria “Al Matarel”, che nel quartiere Brera, dal 1962 è frequentata da giornalisti, politici, scrittori ed attori.

Alfredo Zini

A Milano, secondo una ricerca della Camera di Commercio, le botteghe ultracinquantenni censite sono 11.534, mentre a livello nazionale sono in totale 70.075 che per intensità ogni 100 imprese in attività, con il 3,8%, si colloca dopo Caltanissetta (5,4%) e prima di Varese (3,5%), Lecco, Biella e Genova (circa il 3%) e Como (2,4%). Tant’è che Alfredo Zini, consigliere della Camera di commercio e coordinatore del Club Imprese Storiche di Confcommercio Milano, può affermare che “le imprese storiche rappresentano una testimonianza della capacità di intraprendere che caratterizza Milano e mostrano una lunga capacità di durata.

Sono inoltre elemento di attrattiva turistica e costituiscono un museo diffuso in città che va valorizzato a livello internazionale”. Oltretutto, ha scritto l’assessore Tajani nell’introduzione al libro “Milano e le sue botteghe” scritto da Alberto Oliva, il giornalista che da anni racconta le botteghe sul quotidiano “Il Giorno”, sono insegne che da decenni illuminano vie se non addirittura interi quartieri della città.

Maria Michele Pizzillo
Newsfood.com

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