Boicottate quella birra. Il New York Times contro Anheuser-Busch
11 Maggio 2012
Il New York Times prende decisamente posizione contro Anheuser-Busch, produttore di birra e controllo di marchi come Budweiser, Becks e Stella Artois.
Tutto inizia con un articolo di domenica scorsa, a firma del giornalista Nicholas Kristof, che mette in luce la situazione di Whiteclay.
Nella piccola cittadina del Nebraska, la Anheuser-Busch vende circa 4,9 milioni di lattine di birra all’anno, per un consumo pro capite di 490.000 lattine all’anno e 1.342 al giorno. Il dato
è spiegato dalla vicinanza con la riserva di Pine Ridge dove, nonostante il divieto di alcolici, la birra viene consumata in quantità.
Nella riserva vivono gli Oglala Sioux, in condizioni molto difficili: il 90% è sotto i livello di povertà, con un’aspettativa di vita tra le più basse dell’emisfero
occidentale. L’alcol gioca una parte importante, visto che il 70% degli Oglala sono potenziali alcolizzati ed il 25% dei neonati soffre di sindrome alcolica fetale.
Più importante, secondo Nicholas Kristof, la produttrice di birra invia numerose confezioni di prodotto a Whiteclay, facendo in modo che entrino nella riserva nonostante le
autorità dei pellerossa stiano facendo di tutto per tenerla lontana dal loro territorio. Allora, l’articolo del Times chiede ai lettori di boicottare Anheuser-Busch.
FONTE: Nicholas Kristof, “The Height of Corporate Irresponsibility — Anheuser Busch”, NYTimes.com, 5/08/012
Matteo Clerici
ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.






