BIANCA MARIA VISCONTI E IL RUOLO NELLA CONQUISTA DI MILANO 

BIANCA MARIA VISCONTI E IL RUOLO NELLA CONQUISTA DI MILANO 

By Giuseppe

Nei nostri precedenti itinerari nella storia di Milano abbiamo scritto di quartieri, chiese, palazzi, cascine, leggende spesso dimenticati o poco conosciuti.

 

Le donne sono comparse anche loro, naturalmente. Ma troppo spesso in una veste che dice già tutto: “moglie di…”. Mogli di un duca, di un nobile, di un artista, di un politico, di un industriale. È questa omissione che vorremmo, almeno in parte, correggere. Con un viaggio attraverso una Milano vista da un’altra prospettiva: quella delle donne.

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa

 

Milano, 17 settembre 2026

I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità

di Ben Sicchiero

Nei nostri precedenti itinerari nella storia di Milano abbiamo scritto di quartieri, chiese, palazzi, cascine, leggende spesso dimenticati o poco conosciuti. E abbiamo raccontato le vicende degli uomini che li hanno costruiti, abitati, governati o resi celebri.

Le donne sono comparse anche loro, naturalmente. Ma troppo spesso in una veste che dice già tutto: “moglie di…”. Mogli di un duca, di un nobile, di un artista, di un politico, di un industriale. Come se il loro ruolo nella storia della città fosse determinato soprattutto dal matrimonio e dal cognome del marito.

Ma Milano è stata anche opera loro.

Donne che hanno finanziato artisti, sostenuto istituzioni, aperto salotti alla cultura, protetto intellettuali, promosso l’istruzione, assistito i poveri, partecipato alla vita politica, difeso il patrimonio artistico, organizzato reti di solidarietà. Donne che, in alcuni momenti, hanno esercitato direttamente il potere.

Alcune appartenevano alle grandi famiglie aristocratiche; altre provenivano dalla borghesia; altre ancora conquistarono il proprio spazio attraverso l’intelligenza, la cultura e l’impegno civile. Talvolta operarono accanto a uomini potenti; talvolta contro di loro.  Eppure la memoria ha spesso conservato il nome dell’uomo e relegato quello della donna in una nota a margine.

È questa omissione che vorremmo, almeno in parte, correggere. Con un viaggio attraverso una Milano vista da un’altra prospettiva: quella delle donne.

Bianca Maria Visconti e il castello di Abbiategrasso

 

Bianca Maria Visconti

BIANCA MARIA VISCONTI E IL RUOLO NELLA CONQUISTA DI MILANO

Bianca Maria Visconti e il castello di Abbiategrasso

Bianca Maria Visconti nacque nel 1425, probabilmente il 31 marzo, da Filippo Maria Visconti, ultimo duca della grande dinastia viscontea, e da Agnese del Maino.

Era quindi una figlia illegittima, ma la sua posizione fu tutt’altro che marginale. Filippo Maria, che non aveva figli legittimi, mostrò per lei un affetto particolare e nel 1430 riuscì a farle riconoscere la legittimità sui propri beni personali. 

Da bambina andò a vivere con la madre nel Castello Visconteo di Abbiategrasso, che divenne la sua residenza e il luogo della sua formazione.   Bianca Maria vi ricevette un’educazione umanistica, tutt’altro che scontata per una donna del Quattrocento.   

Nel 1432, quando Bianca Maria aveva appena sette anni, Filippo Maria la promise a Francesco Sforza, il celebre condottiero. Il matrimonio fu celebrato a Cremona il 25 ottobre 1441. Bianca Maria aveva circa sedici anni; Francesco Sforza era un condottiero affermato, di trent’anni più vecchio e con una vita sentimentale e familiare già complessa. La dote comprendeva Cremona e Pontremoli: non un semplice patrimonio matrimoniale, ma una componente dell’equilibrio politico del ducato. Dal matrimonio nacquero numerosi figli, tra cui Galeazzo Maria, futuro duca di Milano, Ippolita, futura duchessa di Calabria, e Ludovico Maria, il futuro Ludovico il Moro.

Nel 1444 Francesco Sforza partì per l’Abruzzo affidando alla giovane moglie il governo della Marca che, durante gli anni della conquista di Milano, fu molto più che una spettatrice.

Francesco aveva bisogno di denaro, alleanze e consenso. Bianca Maria contribuì a costruire rapporti con ambienti politici e aristocratici e mantenne una fitta rete di relazioni, compresi rapporti segreti con gli oppositori della Repubblica Ambrosiana negli anni precedenti alla conquista di Milano. La sua azione contribuì alla pacificazione che preparò il terreno all’ingresso degli Sforza nella città. 

Il 25 marzo 1450, Francesco Sforza entrò a Milano dopo la caduta della Repubblica Ambrosiana, Bianca Maria era al suo fianco, avendo riconosciuta una posizione politica significativa che si rivelò strategica. 

Quando morì, l’8 marzo 1466, il figlio primogenito Galeazzo Maria si trovava in Francia: ma non ci furono vuoti di potere. Bianca Maria convocò il Consiglio segreto, dispose misure per impedire tumulti, scrisse ai commissari e ai podestà delle città del ducato per assicurarsi la loro fedeltà e preparò il passaggio del potere al figlio.   Non governò Milano come una sovrana autonoma, perché il potere spettava al figlio. Ma esercitò concretamente una funzione di reggenza e stabilizzazione dello Stato.

Trascorsero decenni di pace e prosperità. Ma gli ultimi anni furono, per Bianca Maria, molto meno sereni.

Dopo la morte di Francesco cercò di mantenere un ruolo nel governo, ma entrò progressivamente in contrasto con il figlio Galeazzo Maria Sforza. Il problema non era soltanto familiare. C’era una diversa concezione del governo: Bianca Maria era prudente e abituata alla mediazione; il figlio aveva un temperamento molto più impulsivo.

Il conflitto divenne tanto grave che Bianca Maria progettò di ritirarsi a Cremona, città sulla quale aveva ancora diritti e legami. Morì durante il viaggio, a Melegnano, il 23 ottobre 1468, dopo una breve malattia. 

Bianca Maria era una Visconti. Francesco Sforza era un uomo nuovo, un condottiero senza sangue ducale. Il loro matrimonio unì quindi la legittimità dinastica dei Visconti e la forza militare degli Sforza. Da questa unione nacque la dinastia che avrebbe portato Milano alla sua straordinaria stagione rinascimentale.

 


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