Benzina, Landi: «aumenti danneggiano consumatori e gestori»
19 Febbraio 2008
«Un aumento che colpisce non solo le tasche dei cittadini, ma anche e soprattutto quelle dei gestori che oltre a rimetterci in termini economici si trovano, come sempre, tra l’incudine
dei consumatori ed il martello delle compagnie petrolifere e dello Stato, il Garante dei prezzi indaghi ed il Governo tagli le accise: questo è quello che bisogna fare se non vogliamo
perderci in chiacchiere».
Così Martino Landi, presidente della Faib-Confesercenti, la principale organizzazione di gestori di distributori di carburante, commenta la decisione di alcune compagnie petrolifere di
aumentare il prezzo dei carburanti fino a sfiorare il record negativo di 1,4 euro al litro.
«Il prezzo del petrolio che continua ad inanellare aumenti resta senza dubbio il primo imputato in questa corsa al rialzo – aggiunge Landi – ma il comportamento delle compagnie
petrolifere e soprattutto l’incidenza del prelievo fiscale, che supera il 65% del prezzo finale dei carburanti, concludono l’opera. Da tempo andiamo chiedendo ai Governi interventi di riduzione
delle accise per compensare l’aumento dell’iva. Adesso non possiamo che ribadire la necessità e l’urgenza di un intervento nella speranza che, almeno il prossimo Governo, lo inserisca
tra le priorità, con l’effetto di contenere, con il prezzo dei carburanti, le ricadute negative su tutti i settori che al petrolio sono strettamente legati. Al garante per la
sorveglianza dei prezzi – conclude il presidente della Faib – chiediamo di valutare se i frequenti ritocchi apportati dalle compagnie petrolifere al costo dei carburanti siano legittimi ed in
media con il resto d’Europa».





