BCE: «crescita moderata ma attenzione a inflazione e turbolenze finanziarie»

Petrolio, prodotti alimentari, prezzi amministrati e salari, è lunga la lista dei fattori che rappresentano rischi di futuri e ulteriori rialzi del tasso di inflazione dell’area
dell’euro presente sul Bollettino della Bce.

Ma soprattutto per la Banca centrale europea «esiste il rischio che il processo di formazione di salari e prezzi acuisca le pressioni inflazionistiche. Sullo stato di tenuta dell’economia
la Bce non è pessimista sostenendo che «continua ad avere fondamentali solidi e non presenta squilibri significativi».

La Bce descrivendo «l’elevata incertezza» collegata alle prospettive di crescita, dedica particolare attenzione ai rischi collegati alle «turbolenze finanziarie» che
stanno colpendo i mercati dallo scorso mese di agosto.
Il livello di incertezza collegato a tale fattore «resta insolitamente elevato e le tensioni si potrebbero prolungare oltre l’orizzonte temporale che ci si attendeva inizialmente».
Al momento, comunque, le turbolenze non sembrano aver influenzato il mercato monetario e quello del credito.

A livello complessivo, per la Bce rimane l’inflazione la maggiore fonte di preoccupazione, che sottolinea come la corsa dei prezzi «dovrebbe rimanere significativamente al di sopra del 2%
nei prossimi mesi, con una graduale moderazione nel corso dell’anno».
Per fronteggiare i rischi di nuovi aumenti – in una «fase piuttosto prolungata di inflazione temporaneamente elevata» – collegati in particolar modo alla spirale prezzi-salari, la
Banca centrale europea chiede che «tutte le parti coinvolte mostrino senso di responsabilità» per evitare «effetti di secondo impatto sul processo di formazione dei
salari e dei prezzi connessi al rincaro dei prodotti energetici e alimentari».

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