Attuare il consenso rinnovato in materia di allargamento

Bruxelles, 6 Novembre 2007 – La Commissione ha adottato oggi il suo documento di strategia annuale sulla politica dell’UE in materia di allargamento, che illustra il modo in cui viene
applicato il consenso rinnovato raggiunto dai leader dell’UE in occasione del vertice del dicembre 2006.

Il processo di allargamento, oculatamente gestito, è proseguito nel 2007. La Commissione ha inoltre esaminato i progressi compiuti dai paesi candidati effettivi e potenziali, concludendo
che pur avendo registrato progressi costanti, anche se non omogenei, la regione dei Balcani occidentali rimane confrontata a una serie di problemi di notevole entità. La Turchia procede
sulla via dell’adesione, ma deve rilanciare il processo di riforma.
L’allargamento è uno degli strumenti politici più efficaci dell’UE. Oltre a favorirne gli interessi strategici in termini di pace, sicurezza, libertà, democrazia e
prevenzione dei conflitti, ha contribuito ad aumentare la prosperità e le opportunità di crescita, assicurando al tempo stesso rotte di trasporto ed energetiche di capitale
importanza.

Il consenso rinnovato in materia di allargamento definito dal Consiglio europeo del dicembre 2006 si basa sui seguenti principi: consolidamento degli impegni, condizioni eque e rigorose e
miglior comunicazione con i cittadini, associati alla capacità dell’UE di assorbire nuovi membri. Il programma di allargamento attuale riguarda i Balcani occidentali e la Turchia.

Nel presentare le relazioni, il commissario per l’allargamento Olli Rehn ha dichiarato: «Nonostante i progressi costanti, anche se non omogenei, registrati nel 2007 nei Balcani
occidentali, dobbiamo ancora affrontare questioni di grande importanza come la definizione dello status del Kosovo, lo sviluppo democratico della Serbia e la costruzione dello Stato in
Bosnia-Erzegovina. Mi aspetto che nel 2008 siano soddisfatte le condizioni necessarie per completare gli accordi di stabilizzazione e di associazione con tutti i paesi della regione.»

«In Turchia, la democrazia ha avuto il sopravvento sulla crisi politica, imprimendo un nuovo impulso di cui ci si deve avvalere per rilanciare le riforme onde tutelare maggiormente le
libertà fondamentali, in particolare la libertà di espressione e la libertà di culto, affinché si affermino in tutto il paese e in tutti i settori.», ha
aggiunto il commissario Rehn.

La forza di attrazione dell’UE contribuisce alla stabilità e favorisce riforme importanti a livello politico ed economico. È assolutamente indispensabile mantenere la
visibilità e la credibilità delle prospettive di adesione, mobilitando al tempo stesso l’appoggio dei cittadini degli Stati membri in favore dell’allargamento.

La comunicazione, quindi, è un elemento fondamentale della strategia dell’UE in materia di allargamento. È importante prestare ascolto ai cittadini e affrontare le questioni che
li preoccupano fornendo loro informazioni chiare e concrete Gli Stati membri dispongono degli strumenti migliori per guidare il processo di informazione sull’allargamento. La Commissione
continuerà a fare la sua parte insieme al Parlamento europeo, alle autorità nazionali, regionali e locali e alla società civile.

I negoziati di adesione con la Croazia procedono bene e stanno entrando in una fase decisiva, il che dimostra all’intera regione che la prospettiva europea è concreta e tangibile. La
Commissione si aspetta che nei prossimi dodici mesi i negoziati con la Croazia compiano notevoli progressi, purché il paese continui ad impegnarsi sulla via delle riforme e rispetti le
condizioni fissate.

Lo status del Kosovo deve essere definito chiaramente e con la massima rapidità possibile. Occorre trovare una soluzione duratura che garantisca un Kosovo democratico e multietnico e
contribuisca alla stabilità regionale.

Il miglioramento della governance nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, in Albania e in Montenegro, la costruzione dello Stato in Bosnia-Erzegovina con un coinvolgimento locale e il
percorso europeo della Serbia saranno obiettivi prioritari nei prossimi dodici mesi. L’intera regione deve progredire verso la costruzione di democrazie moderne e l’ulteriore sviluppo di una
cultura politica improntata al dialogo e alla tolleranza.

Agli inizi del 2008, la Commissione analizzerà gli sviluppi e indicherà la via da seguire tenendo conto dell’agenda stabilita dall’UE per la regione dei Balcani occidentali.
Sarà considerata prioritaria la promozione dei contatti fra i cittadini. La Commissione avvierà un dialogo sulla liberalizzazione dei visti.

La Turchia, che nel 2007 ha sormontato una crisi politica nel pieno rispetto della democrazia, deve rilanciare con decisione le riforme politiche, segnatamente quelle riguardanti le
libertà fondamentali, e moltiplicare gli sforzi per rispettare i suoi obblighi internazionali. La Commissione si aspetta che i negoziati con la Turchia progrediscano nel corso del
prossimo anno.

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