Chiti e Martini: «riparte l'Europa, ecco come la vorremmo»

Firenze, 19 Ottobre 2007 – Conclusa oggi a Firenze la 35esima assemblea generale della Crpm, conferenza delle regioni periferiche e marittime, che ha visto la presenza di 400
delegati in rappresentanza delle 156 regioni aderenti; uno spaccato che rappresenta 26 milioni di persone, dal mare del Nord al Baltico, dall’Oceano Atlantico alle due sponde del Mediterraneo.
La mattinata si è aperta con la notizia dell’accordo raggiunto a Lisbona nella notte, accolto da un applauso scrosciante. Un applauso che il Presidente Martini ha definito “quasi
liberatorio”.

Un notizia sottolineata con “grande soddisfazione” anche dal Ministro per i rapporti con il parlamento Vannino Chiti, intervenuto a chiusura della mattinata. “Ridà slancio all’Europa” –
hanno sottolineato sia Chiti che Martini a proposito dell’accordo, che “non tocca sostanzialmente le competenze delle Regioni così come erano disegnate nel Trattato” e “non è un
compromesso al ribasso – ha chiosato Chiti – ma una svolta importante che costituisce un nuovo decollo politico dell’Europa dopo la pausa di riflessione seguita ai referendum in Olanda e
Francia”. Il Ministro Chiti ha inoltre sottolineato come l’accordo, che porterà alla firma del nuovo Trattato Ue il prossimo 13 dicembre, apra le porte all'”Europa di cui abbiamo
bisogno. Un’Europa che abbia una propria politica estera e sulla sicurezza, un’Europa che possa essere protagonista sulle grandi questioni della pace e dei diritti, dei cambiamenti climatici,
dello sviluppo”. Quanto alla nuova base per la rappresentatività al Parlamento di Strasburgo, Chiti ha sottolineato come sia stata accolta la proposta italiana basata sulla cittadinanza
e non sulla residenza.

La modifica del trattato andrà a regime nel 2014, ma fin dal 2009 l’Italia avrà 73 parlamentari, come la Gran Bretagna. “E’ una giusta rappresentanza – ha concluso – non una
rivendicazione di carattere nazionale”. E’ stato il presidente Martini a tracciare il bilancio dei lavori dell’assemblea della Crpm. “Lavori – ha detto – che ci hanno permesso di sviscerare
tematiche come quelle dell’agricoltura e dei cambiamenti climatici, (tema sul quale era presente anche la presidente del Poitou, Se golene Royal), della sicurezza, e nella mattinata di oggi, la
questione di una nuova politica del mare, con il Commissario Europeo Joe Borg. E’ stato un lavoro positivo, che ci ha permesso di portare a casa alcuni risultati concreti, mentre su altri
abbiamo presentato proposte al Commissario Ue. Su questi temi le risposte sono state “sfumate”, anche se il Commissario ci ha richiamato a considerare che il libro blu rappresenta finalmente un
percorso che si avvia”.

Fra i risultati raggiunti Martini ha enumerato:
1) Il riconoscimento, per la prima volta, dello status specifico dei lavoratori del mare, che ne erano privi.
2) Una serie di progetti pilota di ricerca per la difesa delle coste e per impianti energetici rinnovabili.
3) L’impegno a regolarizzare lo smantellamento delle vecchie navi.
4) Una strategia europea per la ricerca marina (ambiente) e marittima (economia).

Ed ecco i temi sui quali le Regioni chiedono impegni più forti:
1) Una politica più differenziata per regioni, considerando le caratteristiche profondamente diverse delle regioni rivierasche del Mediterraneo, anziché quelle del Baltico o
dell’Oceano.
2) Un ruolo più definito per le isole.
3) Una prospettiva meglio delineata, che vada oltre il 2009, in particolare per favorire le energie rinnovabili. Infine Martini ha detto che le Regioni sono “soddisfatte per il previsto
coordinamento delle guardie costiere, ma proponiamo di estenderlo anche alla riva sud del Mediterraneo, sull’esempio positivo dei Balcani. In questo senso – ha concluso- abbiamo chiesto un
deciso passo avanti per arrivare ad una guardia costiera europea, strumento indispensabile per una seria politica di sicurezza e di governo dei flussi migratori.”

Laura Pugliesi

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