Assessore Martini: nuovi direttori generali ULSS venete

By Redazione

Venezia – «La ristrutturazione della rete ospedaliera del Veneto è strategica per la nostra regione, perché le grandi professionalità e l’immagine che noi
abbiamo acquisito a livello nazionale e internazionale le potremo portare avanti anche grazie a grandi opere, come ad esempio l’ospedale di Mestre.

Ma occorre coniugare la qualità e l’eccellenza professionale e l’implementazione di tecnologie a strutture sempre più all’avanguardia anche nel saper costruire percorsi di
umanizzazione e di armonia col territorio».

Lo ha detto l’assessore alla sanità Francesca Martini in occasione della nomina dei nuovi direttori generali delle Ulss da parte del presidente della Regione Giancarlo Galan. L’assessore
ha posto l’accento anche sul tema delle cure primarie e della continuità assistenziale, sottolineando che i direttori generali sono figure strategiche per calare sul territorio le
direttive di programmazione della Regione. Ha fatto presente che il tema della continuità assistenziale e del rafforzamento delle cure primarie è stato posto più volte
anche a livello europeo come il futuro e la grande esigenza di un territorio che sempre di più viene rappresentato da cittadini che si trovano in fasce d’età e in una condizione
di cronicità. Sotto questo profilo – ha detto l’assessore – continua il progetto delle UTAP (Unità Territoriale di Assistenza Primaria) che non sono state realizzate dappertutto
nel Veneto e ha quindi spronato i nuovi direttori generali a completare questa rete, rafforzando sempre di più le strutture di continuità assistenziale che hanno la
capacità di rispondere in tutte le fasi post-acute e di riabilitazione, consentendo di avere la fase acuta appropriatamente conglobata nell’attività ospedaliera.

«Insomma – ha aggiunto – un quadro che vede davvero il Veneto giocare una parte importante, in cui anche i vecchi e i nuovi manager delle sanità formano la squadra che va a
delineare le grandi strategie per il nostro futuro». L’assessore Martini ha concluso sostenendo che in cima alle aspettative dei cittadini veneti c’è una qualità
dell’offerta sanitaria che possa dare risposte adeguate al bisogno primario di salute, insieme ad altri grandi temi – come la pressione fiscale, l’autonomia, il federalismo – su cui si gioca il
benessere della popolazione della nostra regione.

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