Aspremont: Un gioiello tra i villaggi della Costa Azzurra da rivalutare
5 Agosto 2011
Non molti, per la verità, sono i turisti che soggiornando a Nizza si spingono fino a Aspremont, sulle colline. E fanno male perché è
un gioiello a 600 e passa metri d’altezza, raggiungibile con comode strade d’accesso. Circondato dal verde. Dalla terrazza che sovrasta i resti della sua antica rocca, lo sguardo spazia dalla
sottostante foce del fiume Var fino al mare ai monti Chauve e Cima, che sorgono alle sue spalle, mentre i paesi come Tourrette-Levens e Castagniers sembrano, con le loro luci, specie quando il
sole lascia il posto alla notte, dei villaggi di Natale.
Una delle sue caratteristiche, che balza subito agli occhi del visitatore, è rappresentata dalle stradicciole, che sviluppandosi, tra le mura della parte alta e antica sono tenute in
modo impeccabile, così come del resto lo sono le abitazioni che pur mantenendo la loro originaria struttura sono state restaurate con una cura, che non è fuori luogo dire,
maniacale, con colori che bene s’inseriscono in tutto l’assieme, mentre con c’è angolo, finestra o terrazzino dove i fiori di mille specie non facciano da cornice.
Sembra quasi impossibile che nell’epoca nella quale si va sulla Luna possano ancora esistere angoli come questo, dove il tempo sembra essersi fermato nei secoli che furono e testimoniati anche
dalle sue piccole cappelle come quella, del 1600, dedicata a Saint Claude o quella dei Penitenti Bianchi. Infine la Cappella Notre Dame des Salettes e la chiesa -in avanzato stato di restauro-
di Saint Jacques le Majeur con la navata gotica priva di finestre.
Il discorso potrebbe essere continuato a lungo perché ci sembra che le potenzialità di Aspremont non siano sviluppate come dovrebbero, forse per il fatto che compressa dai centri
più celebrati che caratterizzano la Costa Azzurra, non abbia avuto quel riconoscimento che invece merita.
Se Biot deve il suo rilancio, per buona parte, alla lavorazione del vetro artistico, alla sua ceramica e alle proprie attività artigianali, come del resto lo deve, sempre per la
lavorazione della creta, Vallauris che ospitò Picasso o il paese di Luceram che coi suoi presepi di Natale sta avendo un forte risveglio, per quale ragione Aspremont che ha tante
potenzialità non può avere un maggiore sviluppo: essere, insomma, più conosciuto?
Di recente abbiamo avuto occasione di visitare la interessante mostra di quadri e sculture di Serenella Sossi, ospitata nella cappella sconsacrata dei Penitenti Bianchi. Un piccolo gioiello per
come è stata resa agibile e accogliente. Da qui ci è venuta un’idea: fare di questo spazio un punto d’esposizione permanente per gli artisti offrendogli la possibilità di
soggiornare con una modica spesa, in strutture pubbliche o in abitazioni private -come avviene da anni in un comune del piacentino, in Italia, per i giovani musicisti- per periodi da definire e
allo stesso tempo mettendogli a disposizione delle aree per poter lavorare. Ogni artista alla fine del proprio soggiorno dovrebbe lasciare un’opera da esporre in occasione di un importante
Premio annuale o biennale, che servirà a formare il futuro museo locale. L’invito -una volta redatto il regolamento- dovrebbe essere portato a conoscenza di istituzioni artistiche
internazionali affinché la partecipazione sia la più ampia possibile.
Capiamo le difficoltà che s’incontreranno. Ci sembra una strada percorribile guardando al futuro di Aspremont. Noi la proposta l’abbiamo lanciata, speriamo che venga accolta da chi di
dovere.
Informazioni: Tel. +33 (0) 4 93087631
Bruno Breschi
Newsfood.com




