Aspirina, una cosa da uomini

È questa la novità che lascia perplessi, emersa da un recente studio realizzato a Vancouver (Canada) dal James Hogg Capture Centre for Cardiovascular and Pulmonary Research e
pubblicata sulla rivista Bmc Medicine.

La panacea di tutti i mali. O no? – Gli studi sugli effetti protettivi provocati dall’aspirina hanno dato vita a un’ampia casistica di risultati clinici e oggi la scienza medica sembra
divisa tra chi la ritiene capace di ridurre del 50 per cento il rischio degli attacchi cardiaci e chi, invece, la considera soltanto un placebo.

Le differenze tra i sessi – Lo studio evidenzia poi come il farmaco abbia un carattere a dir poco?sessista. I ricercatori hanno infatti esaminato gli esiti di 23 studi clinici che hanno
coinvolto complessivamente oltre 113 mila persone. I risultati indicano che il farmaco non sembra ridurre il rischio degli infarti che portano alla morte, ma solo di quelli non fatali. Non
solo, i trial che hanno coinvolto prevalentemente donne non hanno dimostrato una riduzione del rischio di infarti non fatali statisticamente significativa, afferma Don Sin, uno degli autori
dello studio.

Sulle donne non funzionaa – Il genere femminile sembra quindi essere molto meno sensibile agli effetti preventivi dell’aspirina. Le cause che giustificano questa variabilità non
sono ancora note, sebbene recenti ricerche abbiamo mostrato notevoli differenze tra i due sessi per quanto riguarda la struttura e la fisiologia dei vasi sanguigni. Aspettando che nuovi studi
possano far luce su questi aspetti di genere, gli autori suggeriscono una maggiore cautela nella prescrizione dell’aspirina alle donne come prevenzione primaria degli attacchi di cuore.

Fonte: www.biomedcentral.com

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