Asparagi su Marte: «Parliamone»

Asparagi su Marte: «Parliamone»

Evidenze scientifiche provano che la Terra è il luogo ideale per la coltivazione degli asparagi. Se ne è avuta la conferma in occasione della presentazione della rassegna
enogastronomica «Asparagi e Vespaiolo», che il 19 marzo ha avuto luogo a Bassano del Grappa, nella splendida sede della Distilleria Nardini, le «Bolle».

Al di là del del gioco di paralleli tra Marte e la Terra, l’occasione ha avuto testimone un ospite eccezionale: l’ing. Barry G. Goldstein, giunto dal quartier generale del JPL di Pasadena
(California), in rappresentanza della NASA, in qualità di responsabile della missione Phoenix per l’esplorazione di Marte. La sonda spaziale lo scorso anno è andata alla ricerca dei
tre mattoni necessari a sostenere la vita sul quarto pianeta di tipo terrestre del Sistema Solare: acqua, composti del carbonio ed energia. Ha illustrato alla platea, rapita da immagini di
emozionante spettacolarìtà e partecipe di un evento di grande impatto suggestivo, la «vita» della sonda spaziale, i cui risultati hanno provato la possibilità
(per ora solo a livello teorico), di far prosperare su Marte alcuni vegetali, ad esempio le piante basofile, amanti cioè dei terreni alcalini, come gli asparagi. A questi vegetali la
ricerca spaziale guarda con interesse, nell’ambito degli attuali progetti per lo sbarco dell’uomo sul Pianeta Rosso, previsto per il 2030.

La consegna dei semi

Particolare emozione ha suscitato la consegna a Mr. Goldstein, da parte del presidente del Consorzio di Tutela dell’Asparago Bianco DOP di Bassano del Grappa, Piergiorgio Bizzotto, di un’ampolla
contenente i semi delle sue piante, con destinazione Marte. Barry Goldstein l’ha accettata e l’ha subito riconsegnata in custodia all’agricoltore: gli attuali accordi internazionali tra tutti gli
Stati del mondo non consentono di trasportare su Marte forme di vita provenienti dalla Terra. Si stanno infatti ancora cercando tracce della vita forse presente nel remoto passato del quarto
pianeta dal Sole ed il trasporto su Marte di DNA proveniente dalla Terra, potrebbe invalidare gli sforzi della ricerca, dando luogo a risultati falsi positivi. Non è, pertanto, consentito.
E poi i tempi non sono maturi: su Marte le condizioni ambientali sono estreme, con una temperatura gelida ed inospitale ed un vento solare sferzante tale da danneggiare le cellule.

Piante: la premessa alla visita dell’uomo

Ma non è «fantascienza» lo possibilità di costruire serre sigillate, in cui far «lavorare» i vegetali per estrarre dalla copiosa anidride carbonica presente
nell’atmosfera marziana, almeno una parte dell’ossigeno necessario alla respirazione dei futuri visitatori umani. Nel frattempo, molto meglio impegnarsi affinché le condizioni ideali allo
sviluppo dell’asparago siano conservate tali sul pianeta Terra: su questo, nessuno ha avuto nulla da eccepire! Occasione per tante riflessioni non sarebbe potuta essere più
«ghiotta» della presentazione di «Asparagi & Vespaiolo», calendario delle serate della rassegna del Gruppo Ristoratori Bassanesi che da marzo a maggio porta in tavola
il turione preparato con maestria dagli chef dell’area valliva ai piedi dell’Altopiano di Asiago e del massiccio del Grappa.

E’ partita la stagione dell’asparago

Frutto di un impegno della Natura di centinaia di milioni di anni, nati dall’unione di acqua, terra, aria e calore, gli Asparagi Bianchi di Bassano DOP sono al centro dell’attenzione di una
vastissima comunità di ricercatori del gusto, che ne apprezzano le caratteristiche per tutta la durata della stagione. Dal 10 marzo al 13 giugno, come vuole la tradizione, queste prelibate
forme di vita prosperano sotto il piano dei ricchi e sciolti campi della valle del Brenta e non v’è dubbio che il legame con le viti che vi crescono sopra, quelle dell’area DOC di
Breganze, si perpetui con successo anche a tavola, nell’abbinamento con il fresco e profumato Vespaiolo, vino bianco elegantemente fruttato, leggermente aromatico e sapido, che in queste terre
pure si produce.

La manifestazione è stata inaugurata ieri mattina: l’evento è stato diretto dal giornalista Antonio Di Lorenzo, responsabile della pagina «Vicenza di gusto» del Giornale
di Vicenza. Accanto a Sergio Dussin, presidente dei ristoratori, sono intervenuti il sindaco di Bassano Gianpaolo Bizzotto, il vicepresidente della Provincia di Vicenza, Dino Secco, la
presidentessa dell’Ascom di Bassano Teresa Cadore ed il cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, mons. Marcelo Sànchez Sorondo. Spazio importante ha avuto anche la docente di
Astronomia Storica dell’Università di Padova, Luisa Pigatto.

La rassegna inizierà venerdì 27 marzo da Pulierin Cucina e Cantina e proseguirà nel mese di aprile al Tinello, al Ponte, al Belvedere, al Pioppetto e dalla Rosina, mentre in
maggio coinvolgerà i cuochi dei Trevisani, del Camin, del Sole, del Castello Superiore, Cà Sette, Villa Palma e Villa Mastai Ferretti.

«Questa manifestazione – ha dichiarato Dino Secco, vicepresidente della Provincia di Vicenza – è tra le più significative della nostra enogastronomia, per qualità e
quantità di serate messe a calendario. L’asparago bianco, insieme alla grappa, rientra tra le eccellenze dei prodotti bassanesi e permette di valorizzarne altri, quali l’olio di Pove ed il
vino di Breganze». Da ventinove anni, la rassegna è il risultato di un impegno sinergico che riguarda i ristoratori e i coltivatori. «Dalla terra alla tavola – ha sottolineato
a questo proposito Teresa Cadore – la manifestazione riflette il lavoro, la competenza e la professionalità delle persone coinvolte nella produzione e nella preparazione dell’asparago,
permettendo al pubblico di conoscere e gustare questa delizia della nostra terra». Anche per Sergio Dussin, la buona riuscita della rassegna ed il prestigio che l’iniziativa ha ottenuto
dipendono dal concorso di più enti. «La collaborazione tra le diverse forze in campo – ha concluso il presidente dei ristoratori – permetterà anche quest’anno di offrire al
territorio questo meraviglioso prodotto bassanese».

La diplomazia enogastronomica unisce il mondo

La diplomazia della buona tavola ha consentito anche di mettere in onda un canale satellitare con le immagini ufficiali dell’agenzia spaziale USA su un satellite geostazionario russo attraverso
le antenne trasmittenti di Milano Teleport, che ne hanno diffuso il segnale in tutta Europa ed Asia.

Aspettando un nuovo «bip» da Phoenix

E la sonda Phoenix, così prodiga di emozioni e risultati? La missione è stata dichiarata ufficialmente conclusa dalla NASA, a causa della perdita delle comunicazioni con la
piattaforma atterrata su Marte. Il Sole, troppo basso sull’orizzonte, non ha più fornito ai pannelli solari l’energia sufficiente a mantenere attive le tramissioni. La stagione fredda, al
Polo Nord di Marte, porta la temperatura ancora al di sotto dei «normali» -13°/-80° C. A quelle condizioni, è probabile che la massa di ghiaccio secco che ricopre
tutto, abbia spezzato i bracci che sostengono i pannelli fotovoltaici. Ma qualcuno al JPL, come si è saputo tra una degustazione di Vespaiolo ed un assaggio di formaggio Asiago, il
prossimo ottobre cercherà ancora di ascoltare la voce della sonda: è davvero minima la speranza che, così come la Fenice mitologica rinasce dalle proprie ceneri, la
«Phoenix» possa riprendere a funzionare ma, per quando a Bassano al posto degli asparagi si mangeranno i funghi, essa potrebbe ancora regalare al mondo una sorpresa.

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