Nutrimento & nutriMENTE

Apicoltura veneta

By Redazione

Venezia, 16 Ottobre 2007 – «La produzione del miele è nel Veneto un’attività interessante sotto il profilo economico, indispensabile sotto quello agronomico e
strategica per quanto riguarda la qualità del prodotto e la sua complementarità nell’ambito di un sistema agroalimentare di altissima levatura a livello mondiale». Lo ha
ribadito il Vicepresidente Luca Zaia, annunciando la decisione della Giunta regionale di aprire i termini per la presentazione di domande per il cofinanziamento di iniziative volte a migliorare
le condizioni della produzione e della commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura.

«Viene, in sostanza, data attuazione ad uno specifico programma regionale 2007 – 2008, inserito in un programma nazionale di settore, approvato dalla Commissione europea nell’agosto
scorso. Per queste finalità – ha sottolineato Zaia – sono stati assegnati al Veneto 213.485 euro, comprensivi di quota comunitaria e nazionale, che saranno utilizzati per sostenere
azioni di assistenza tecnica e formazione professionale degli apicoltori (94 mila euro); la lotta alla varroasi (38 mila euro); la razionalizzazione della transumanza (5 mila euro), le spese
per analisi chimico – fisiche, melissopalinologiche e di residui (21.500 euro); il ripopolamento del patrimonio apistico (34.985 euro); la realizzazione di programmi di ricerca per il
miglioramento qualitativo del miele (20 mila euro)».

«Si stima che in Veneto siano presenti circa 55 mila alveari – ha aggiunto Zaia – con una produzione complessiva che si aggira sui 19 mila quintali di miele: il 40 per cento miele di
acacia; il 20 per cento di millefiori; il 25 per cento di castagno, il 15 per cento di altri mieli: tiglio, tarassaco, melata di abete, barena, e piccolissime quantità di rododendro. Tra
i prodotti dell’alveare figurano inoltre cera, circa 165 quintali; polline, propoli e pappa reale, con una tale ricchezza di offerta è evidente che la Regione non avrebbe potuto non
pensare ad investire in questo settore».

Le domande per accedere ai contributi regionali andranno presentate nei 45 giorni successivi alla pubblicazione del provvedimento di Giunta nel Bollettino Ufficiale della Regione. Alla
definizione delle procedure e della modulistica provvederà Avepa, l’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura. L’entità del contributo pubblico varierà dal 50 al 100
per cento della spesa ammessa a seconda del tipo di iniziativa finanziata. Possono accedere ai benefici, a seconda della tipologia d’intervento, il Centro regionale per l’apicoltura, gli Enti e
gli Istituti pubblici di ricerca e sperimentazione, gli Enti pubblici che operano nel comparto apistico e le Forme Associate di apicoltori.

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