Aperta la prima stazione internazionale di telescopi

La prima stazione internazionale del radiotelescopio LOw Frequency ARray (LOFAR) ha avviato le proprie attività in Germania, la stazione, soprannominata IS-DE1, la quale sarà
gestita dall’Istituto di radioastronomia Max Planck, è situata ad Effelsberg nel land tedesco della Renania settentrionale-Vestfalia ed è la seconda di una serie di stazioni che
verranno installate.

Il progetto LOFAR è stato avviato dall’Istituto di radioastronomia dei Paesi Bassi, ASTRON, e ad Exloo, nel nord-est dei Paesi Bassi, è stata installata la prima stazione
nazionale nel 2006. Nella città olandese verranno installate nei prossimi due anni 36 ulteriori stazioni con oltre 25 000 antenne individuali.

LOFAR si basa su un concetto nuovo ed è il primo radiotelescopio privo di parti mobili. La direzione e il campo visivo delle stazioni non vengono quindi determinati meccanicamente,
bensì elettronicamente, attraverso la combinazione dei segnali provenienti dalle 96 antenne individuali di una stazione e, infine, da diverse stazioni.

La schiera di antenne opera a frequenze basse, comprese tra 20 e 80 MHz, e consentirà di esaminare le varie sorgenti di radiazioni cosmiche, quali le esplosioni stellari, le galassie
distanti e i quasar dove risiedono giganti buchi neri. Queste ricerche richiedono una bassa risoluzione angolare per la misurazione della distanza angolare fra due oggetti. Tali ricerche
verranno effettuate collegando le stazioni situate nei Paesi Bassi, in Germania e, presto, in altri paesi europei (ad es. Regno Unito, Francia, Svezia) attraverso collegamenti transfrontalieri
in fibra ottica ad alta velocità, che trasmetteranno i dati al supercomputer LOFAR (Blue Gene/L) situato presso l’Università di Groninga.

«Con LOFAR è iniziata una nuova era, nonché un’attività di ricerca sull’universo alle lunghezze d’onda più ampie dello spettro elettromagnetico», ha
dichiarato il consorzio LOFAR. «LOFAR attirerà astronomi provenienti da tutto il mondo che desiderano esplorare questa gamma di frequenza poco studiata, al fine di condurre studi
che spaziano dai fenomeni altamente energetici dell’atmosfera superiore terrestre, ai pianeti più vicini, fino alle lontanissime prime stelle e galassie che si sono formate nell’Universo
nei tempi osservabili più remoti.»

Il consorzio ha suggerito inoltre che i benefici della schiera di antenne potrebbero essere notevolmente accresciuti collegandola alla rete European Géant. «Sarebbe un passo
naturale creare una griglia di sensori su scala europea per l’astronomia, aggiungendo le stazioni LOFAR a questi siti. In qualità di griglia di sensori europea, LOFAR potrebbe fornire
informazioni essenziali localizzate sulla Terra, complementari ai satelliti di osservazione terrestre, e offrirebbe così un importante contributo al Programma europeo di Monitoraggio
globale per l’ambiente e la sicurezza (GMES).»

Il progetto del valore di 148 Mio EUR è finanziato dal governo olandese, dalla Comunità europea e dalla Rete delle province dei Paesi Bassi settentrionali (Samenwerkingsverband
Noord-Nederland, SNN).

Per ulteriori informazioni visitare:
https://www.lofar.org/

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