Anche la luna è capovolta: intervista a Simona Raspelli
16 Agosto 2026
Simona Raspelli è Psicologa, dottore di ricerca in Scienze Umane
Dalle sue esperienze di Volontaria in Burundi e in Palestina è nato un libro: Anche la luna è capovolta
Newsfood, 16 agosto 2026
Anche la luna è capovolta: intervista a Simona Raspelli
Simona, oggi è una giornata speciale per te. Presenti il tuo libro con il tuo Papà in occasione di una curiosa iniziativa in cima al Piemonte, al confine con la Svizzera.

Sì, oggi sono a Toceno piccolo borgo nella provincia del Verbano Cusio Ossola, in Val Vigezzo, 700 abitanti, sopra Santa Maria Maggiore, quota 1.000 metri, mezz’ora d’auto sopra Domodossola, dove la Pro Loco propone una serata dedicata alla cultura e alla montagna.
Per la montagna, lo scrittore e alpinista Silvano Moroni accompagna il pubblico alla scoperta delle montagne dell’Ossola attraverso immagini di grande suggestione e racconti di ascensioni, esplorazioni e itinerari; per la cultura, verrà presentato il mio libro con il mio papà, Edoardo Raspelli. Racconta la mia esperienza in Palestina e Burundi che ha dato origine al libro “Anche la luna è capovolta”.
Simona Raspelli, “Anche la luna è capovolta”: PERCHÉ QUESTO LIBRO

“Forse perché davanti a certe cose non si può tacere; forse perché ho avuto l’opportunità di fare quest’esperienza e vorrei raccontarla a chi è curioso e per vari motivi non ha avuto quest’occasione; forse perché continuano ad arrivare profughi sulle nostre coste e magari non riusciamo a immaginare il perché e proviamo pure fastidio; forse perché sentire storie di altri mondi, così com’è stato per me viverle, può fare bene alla salute; forse perché in alcuni momenti poter ampliare un po’ l’orizzonte e mettere in prospettiva la quotidianità può essere utile… ecco perché questo racconto di viaggio.
È la mia esperienza dell’essere straniera, in una terra che parla di sé già mentre ci si cammina sopra, mentre si lotta con la stanchezza e s’incontra la sua gente, si sperimentano i suoi cibi, animali, tempi… Questo è il racconto di un piccolo pezzo di vita vissuta appena sotto l’Equatore, dove anche la luna è capovolta, il Burundi, per un’esperienza di volontariato con l’organizzazione non governativa VISPE (Volontari italiani solidarietà ai paesi emergenti).
Questo è anche il racconto di un altro viaggio: la Palestina per come l’ho vissuta nel periodo in cui mi ha ospitata, tra campi profughi e villaggi sotto assedio militare.
È il racconto di ciò che due occhi qualunque hanno visto e due orecchie qualunque ascoltato in quel pezzettino di terra, al di là delle teorizzazioni sul conflitto arabo-israeliano, al di là delle competenze storiche, politiche, economiche o religiose, al di là delle prese di posizione, al di là di tutto… sono andata, ho visto, ho vissuto, ho incontrato persone, ho memorizzato e ora racconto… anche perché i suoi abitanti ci hanno continuamente chiesto di parlare, raccontare, testimoniare, far sapere, essere la loro voce.”

Simona: “Anche la luna è capovolta”
PERCHÉ QUESTO TITOLO
Perché mettere piede in paesi come il Burundi e la Palestina, anche se per un tempo contenuto, per me è stato come sbarcare su pianeti sconosciuti. Tutto è diverso da ciò a cui ero abituata, sia a livello sensoriale, con ciò che si vede, si sente, si percepisce sulla pelle e si mangia, sia a livello esperienziale, dal contatto con persone di culture così diverse dalla mia al contrasto del quotidiano rispetto alle nostre vite di “benessere e pace”, fino ad arrivare al cielo: in Burundi la luna è capovolta, con la gobba all’insù o all’ingiù.
COSA HAI IMPARATO DI POSITIVO E DI NEGATIVO DALLE TERRE MARTORIATE

Dall’incontro col Burundi ho imparato cosa significa stare “qui e ora”, senza correre né in avanti né indietro nel tempo col pensiero; cosa significa “stare” invece che “correre a fare” e che spesso “meno è meglio”, in tutti i sensi. Ma anche delicatezza, condivisione, forza, cura. E questo forse soprattutto dalle donne e dai bambini (ad esempio, donne che tornano a zappare la terra col neonato sulla schiena pochi giorni dopo il parto o bambini malnutriti che aspettano a cenare per accompagnare una volontaria italiana come me fuori dal centro che li ospita e per un pezzo di strada).
La Palestina che ho avuto modo di incontrare per me è stata esempio tangibile della parola oggi tanto di moda: “resilienza”. Continuamente abbattuta, giù non ci resta, si rialza e si mette a ricostruire. E inoltre, che è possibile rispondere alla violenza in modi diversi dalla violenza stessa: ad esempio, con la resistenza non violenta. È ad esempio quello che hanno continuato a chiedere a noi visitatori occidentali e che è il motivo per cui ho scritto queste pagine: “parlate, parlate, parlate, fate sapere al mondo, siate la nostra voce”.
Terre invase, sfruttate, violentate, in una spirale di trasmissione continua di violenza che mostrano che quando si è feriti, se non si elabora il dolore, è facile restituire le ferite, trasformarsi in carnefici, ma che è possibile attingere alle proprie risorse e fare delle scelte diverse.
Simona Raspelli: QUALCHE CURIOSITÀ/ANEDDOTO… INEDITO?
In Burundi, ci si scrive ancora le lettere: i burundesi preparavano le lettere per i volontari italiani che avevano conosciuto nel tempo, le portavano a piedi in una delle succursali del VISPE e le consegnavano alle suore; queste le raccoglievano e le consegnavano ai volontari nei successivi rientri in Italia. Quindi queste venivano raccolte nella sede del VISPE (Badile di Zibido San Giacomo, provincia di Milano) e da lì inviate ai destinatari. Totale: diverse settimane per la ricezione.
CHI SONO E COSA VOGLIONO GLI ADULTI DEL PROSSIMO DOMANI
Persone che meritano tutto il nostro impegno di singoli individui e comunità, perché scegliamo di non pensare “tanto ormai”, ma di prenderci cura di noi e dell’ambiente, perché curiamo ferite così da non trasmetterle a chi viene dopo.
La domanda più importante
Simona Raspelli: CHI È PER TE EDOARDO RASPELLI
Un genitore, complicato come tutti i genitori, che ci ha dato e ci dà molti esempi: perseveranza, resistenza, coraggio, entusiasmo, attenzione ai più deboli, sensibilità, curiosità, ironia, senso critico (fin troppo), passione per il cibo, la montagna, la natura e la scrittura…
NOTA:
… non riportiamo quello che ha risposto Edoardo alla domanda “Chi è per te Simona Raspelli”?…
Tronfio e vanitoso come un pavone (… e chi non lo sarebbe!) … non smetteva più di lodare la sua Simona.
Edoardo Raspelli un uomo da stimare, un padre da invidiare!
Simona Raspelli, una donna del nostro tempo ma più profonda… forse anche lei un po’ capovolta, ma ferma nei suoi propositi di fare qualcosa per migliorare questo mondo, governato ormai solo dal Dio Denaro.
Sentiremo ancora parlare di lei.
BOX
CHI E’ SIMONA RASPELLI
Simona Raspelli, nata a Milano nel 1980, dopo la laurea in Psicologia ha deciso di proseguire lo studio della Psicologia Positiva con un dottorato di ricerca su ottimismo e condivisione delle emozioni. Successivamente ha lavorato all’Istituto Auxologico Italiano in progetti di ricerca europei sull’utilizzo delle nuove tecnologie in relazione a ictus e stress psicologico, partecipando anche ad un progetto in alta quota, sul Monte Rosa, alla capanna Margherita, con un gruppo di cardiologi.
Counselor dal 2009, ha collaborato con Fondazione ABIO Italia Onlus per la formazione ai volontari per il bambino in ospedale e con l’Associazione di Auto Mutuo Aiuto di Milano, Monza e Brianza per le consulenze ai gruppi per il lutto e la separazione. Si è quindi dedicata ad alcune aree dell’emarginazione sociale.
Dopo aver partecipato a due percorsi formativi, ha fatto due viaggi di volontariato in Burundi con il VISPE (Volontari Italiani Solidarietà Paesi Emergenti) e un viaggio di conoscenza in Palestina, a visitare campi profughi e villaggi sotto assedio militare e ascoltare testimonianze di volontari internazionali. Da questi viaggi è nato il suo primo libro, “Anche la luna è capovolta”, a cui ha collaborato anche Edoardo Raspelli, giornalista e critico gastronomico, nonché suo padre.
Giuseppe Danielli






