Anche la Cia dice “no” alla proposta Ue di acquistare latte in polvere e burro

Anche la Cia dice “no” alla proposta Ue di acquistare latte in polvere e burro

“La proposta della Commissione Ue di acquistare latte in polvere e burro va assolutamente respinta. Essa non serve ai produttori e soprattutto a quelli italiani. Bene ha fatto il ministro delle
Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia ad esprimere la sua netta contrarietà ad un provvedimento che non favorisce non solo gli allevatori, ma neanche il settore
lattiero-caseario che si trova ad affrontare una crisi complessa, certamente la più difficile degli ultimi trent’anni. Occorrono, invece, altre misure che in maniera concreta rispondano
alle esigenze di un comparto che ha bisogno di interventi mirati”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito al Consiglio agricolo europeo che si
è tenuto ieri a Bruxelles.

“Gli allevatori, in particolare quelli del nostro Paese, devono essere sostenuti -aggiunge Politi- da misure efficaci e di carattere strutturale. I costi produttivi alle stelle e il crollo del
prezzo del latte alla stalla, addirittura più basso rispetto a venti anni fa, vanno affrontati in maniera diversa dall’impostazione che vuole dare l’Ue. Pensiamo che oggi ci sia bisogno
di una politica nuova che permetta ai produttori di operare con tranquillità, redditività e con prospettiva”..

“La crisi del settore lattiero-caseario -sottolinea il presidente della Cia- impone un’azione congiunta delle istituzioni a livello nazionale, regionale e comunitario al fine di concentrare
sulle imprese le risorse già destinate al comparto e quelle nuove necessarie a fronteggiare l’ulteriore aggravamento della crisi”.

“In tale contesto -sostiene Politi- la Commissione Ue, superando gli errori di lettura della situazione di mercato, deve riattivare le possibilità di ammasso dei formaggi, le
restituzioni all’export ed i premi per la stagionatura, quali ammortizzatori utili a promuovere equilibrio nelle quotazioni sui mercati mondiali. Contemporaneamente deve sostenere le
esportazioni di produzioni lattiero-caserario, promuovendo la capacità delle imprese a confrontarsi a livello internazionale e sostenendo la qualità e la sicurezza delle
produzioni tipiche e a denominazione d’origine”.

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