Ambiente, i milanesi sono i consumatori più ecobio
15 Gennaio 2009
Oltre la metà dei milanesi quando fa la spesa privilegia – oltre al risparmio – anche le problematiche ambientali. E più del 60% dei consumatori all’ombra della Madonnina
dichiara senza esitazioni che per recarsi a fare la spesa preferirebbe utilizzare la bicicletta, eventualmente a noleggio, ma meglio ancora, se messa a disposizione gratuitamente.
E’ quanto emerge da un’indagine sull’attenzione dei milanesi nei confronti dei consumi e del loro impatto sull’ambiente. L’indagine, condotta da Target Research, ha consentito di
studiare i comportamenti dei cittadini e di individuare quattro diversi profili di consumatore-tipo meneghino: lo scettico, l’indifferente, il risparmiatore e infine, l’eco-sostenibile.
Il dato interessante emerso dalla ricerca è che la maggioranza del campione intervistato, sarebbe costituito proprio da quest’ultima tipologia di consumatore, appassionato e
sensibile, che conosce in maniera approfondita le problematiche ambientaliste su cui si tiene costantemente aggiornato. Dalla fotografia scattata dall’indagine sembra prevalere quindi
la tipologia di consumatore “politicamente corretto”, che evita accuratamente di acquistare prodotti di aziende non sostenibili, con un occhio attento al risparmio di acqua ed energia
non solo per ragioni puramente economiche ma soprattutto per rispetto dell’ambiente in cui vive. Il “cittadino risparmiatore” è insomma quello che pur non avendo una particolare
coscienza sostenibile, adotta comunque un comportamento orientato alla sostenibilità.
Certo, il principio ispiratore di questo atteggiamento rimane comunque, per molti intervistati, il beneficio personale: se spegnere la luce o utilizzare gli elettrodomestici in
particolari fasce orarie significa risparmiare sulla bolletta, allora ben venga, sembrerebbe pensare l’accorto consumatore milanese. Questo gruppo è composto in prevalenza da una
popolazione di età avanzata, con un livello di istruzione medio-basso.
Oltre la metà dei milanesi, dichiara comunque che quando deve scegliere un prodotto valuta anche l’impatto ambientale, un po’ per senso di responsabilità, ma anche per
attenzione al portafoglio. La sensibilità dei consumatori milanesi sembra vacillare semmai davanti alle modalità di trasporto dei beni acquistati: nel 70,3% dei casi
(contro una media nazionale del 72%) dichiarano di utilizzare sacchetti di plastica invece di optare per soluzioni alternative più ecologiche, come le borse in tela o i classici
carrelli della spesa.
Il dato più interessante riguarda invece la mobilità: dall’indagine, risulta che il 59% dei milanesi noleggerebbe una bicicletta per andare a fare la spesa – e la
utilizzerebbe ancora più volentieri se fosse gratis – lasciando perdere la macchina, o userebbe mezzi alternativi per gli spostamenti cittadini.
Ma il panel che emerge dall’inchiesta non è certo composto solo da cittadini “virtuosi”: a fianco di questa categoria non poteva mancare infatti il “cittadino indifferente”, che
pur essendo consapevole dell’esistenza delle problematiche relative all’ambiente e delle possibili soluzioni, è totalmente disinteressato a dare il proprio contributo e che
corrisponde ben al 35,5% del campione intervistato, spesso composto da persone di giovane età e con un livello di istruzione medio-alto, che consuma senza pensare alle possibili
conseguenze ecologiche e basando le proprie scelte su elementi specifici o sulla marca, senza dare importanza all’impatto ambientale del prodotto.
Viene poi il gruppo, degli “scettici”, coloro che ritengono che il contributo del singolo non sia di nessuna utilità. Questa tipologia di consumatore sembra delegare ogni
responsabilità alle aziende, ritenute le principali responsabili dei danni ambientali. Per questo motivo lo “scettico” rivendica di non far,e nei piccoli gesti quotidiani,
nessuno sforzo a favore dell’ambiente e di compiere i suoi acquisti senza valutare l’impatto ambientale del prodotto scelto.
Flora Cappelluti





