Allegria e gusto: così la nuova dieta mediterranea

Allegria e gusto: così la nuova dieta mediterranea

Arriva la nuova piramide alimentare della dieta mediterranea, ed oltre al buon cibo spinge al buon umore e al buon vivere.

Questa è la morale degli esperti autori della dieta, presentata a Parma dal CIISCAM (Centro interuniversitario inter­nazionale di studi sulle culture alimentari mediterranee) e INRAN
(Istituto nazionale di ricer­ca alimenti e nutrizione).

Secondo i progettisti, tale “nuova” versione della vecchia dieta è adatta a tutti gli adulti e, per la prima volta, è un mix di diverse culture del Mediterraneo: non solo Italia,
ma anche Spagna, Grecia ed alcuni Paesi africani e mediorientali.

Il suo nucleo, come detto è l’equilibrio tra diversi fattori: tale regime alimentare non si limita infatti ai “soliti” consigli (mangiare frutta verdura paste e pesce e cercare di farlo
in maniera equilibrata e varia), ma orienta verso un nuovo stile di vita. Spazio quindi ad una corretta attività fisica ed al recupero della convivialità: il mangiare assieme,
spesso trascurato sia per esigenze lavorative che per libera scelta. Questo è sbagliato come spiega Maria Pa­ola Graziani, ricercatrice del­­l’Istituto di Scienze alimentari
del CNR di Avellino: “Con familiari, col­leghi (meglio la mensa del pani­no di corsa) e amici. I pasti in comune aiutano a osservare orari regolari, a variare i menu, magari
condividendo cibi diver­si da quelli cui siamo abituati. E non è vero, come molti pensa­no, che la compagnia spinga a mangiare di più, si può anche mangiare di meno
se, invece che sul cibo, ci si concentra sul piacere di parlare con gli altri commensali”.

E, con le ondate migratorie in atto, i commensali possono benissimo appartenere ad un altra cultura, con altri piatti e gusti. Nessun problema, come sottolinea la Graziani: “In questa nuova
piramide oltre a un accenno al rispetto delle di­verse tradizioni sociali e religio­se, legate al cibo, compare, si­gnificativamente, come alterna­tiva a pasta e riso,
l’indicazione del cuscus, cereale diffuso an­che in Sicilia, Sardegna e livor­nese, ma tipico soprattutto del­la costa nordafricana”.
Gli fa eco Carlo Cannella, presidente dell’INRAN: “La nuova piramide è un modello in grado di adattarsi alle esigenze delle popolazioni nel rispetto di tutte le varianti locali della
dieta mediterranea”.

Ma, oltre al benessere e al rispetto delle proprie tradizioni, la nuova dieta mediterranea spinge anche al risparmio. Essa infatti consiglia prodotti locali, che arrivano più freschi in
tavola, costano meno e sono meno inquinanti per l’ambiente.

Ricapitolando: difesa della salute (non solo alimentazione), rispetto per le diverse culture e sostenibilità economico-ambientale. Sono queste le caratteristiche della dieta mediterranea
che hanno indotto Italia, Gre­cia, Marocco, Spagna a richiede­re all’UNESCO il suo riconosci­mento come patrimonio cultu­rale intangibile.

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento