Allegria e gusto: così la nuova dieta mediterranea
15 Novembre 2009
Arriva la nuova piramide alimentare della dieta mediterranea, ed oltre al buon cibo spinge al buon umore e al buon vivere.
Questa è la morale degli esperti autori della dieta, presentata a Parma dal CIISCAM (Centro interuniversitario internazionale di studi sulle culture alimentari mediterranee) e INRAN
(Istituto nazionale di ricerca alimenti e nutrizione).
Secondo i progettisti, tale “nuova” versione della vecchia dieta è adatta a tutti gli adulti e, per la prima volta, è un mix di diverse culture del Mediterraneo: non solo Italia,
ma anche Spagna, Grecia ed alcuni Paesi africani e mediorientali.
Il suo nucleo, come detto è l’equilibrio tra diversi fattori: tale regime alimentare non si limita infatti ai “soliti” consigli (mangiare frutta verdura paste e pesce e cercare di farlo
in maniera equilibrata e varia), ma orienta verso un nuovo stile di vita. Spazio quindi ad una corretta attività fisica ed al recupero della convivialità: il mangiare assieme,
spesso trascurato sia per esigenze lavorative che per libera scelta. Questo è sbagliato come spiega Maria Paola Graziani, ricercatrice dell’Istituto di Scienze alimentari
del CNR di Avellino: “Con familiari, colleghi (meglio la mensa del panino di corsa) e amici. I pasti in comune aiutano a osservare orari regolari, a variare i menu, magari
condividendo cibi diversi da quelli cui siamo abituati. E non è vero, come molti pensano, che la compagnia spinga a mangiare di più, si può anche mangiare di meno
se, invece che sul cibo, ci si concentra sul piacere di parlare con gli altri commensali”.
E, con le ondate migratorie in atto, i commensali possono benissimo appartenere ad un altra cultura, con altri piatti e gusti. Nessun problema, come sottolinea la Graziani: “In questa nuova
piramide oltre a un accenno al rispetto delle diverse tradizioni sociali e religiose, legate al cibo, compare, significativamente, come alternativa a pasta e riso,
l’indicazione del cuscus, cereale diffuso anche in Sicilia, Sardegna e livornese, ma tipico soprattutto della costa nordafricana”.
Gli fa eco Carlo Cannella, presidente dell’INRAN: “La nuova piramide è un modello in grado di adattarsi alle esigenze delle popolazioni nel rispetto di tutte le varianti locali della
dieta mediterranea”.
Ma, oltre al benessere e al rispetto delle proprie tradizioni, la nuova dieta mediterranea spinge anche al risparmio. Essa infatti consiglia prodotti locali, che arrivano più freschi in
tavola, costano meno e sono meno inquinanti per l’ambiente.
Ricapitolando: difesa della salute (non solo alimentazione), rispetto per le diverse culture e sostenibilità economico-ambientale. Sono queste le caratteristiche della dieta mediterranea
che hanno indotto Italia, Grecia, Marocco, Spagna a richiedere all’UNESCO il suo riconoscimento come patrimonio culturale intangibile.
Matteo Clerici





