Alessandria, mutui post-alluvione: a rischio 150 imprese

Alessandria, 15 Ottobre 2007 – A tredici anni di distanza torna a riproporsi con forza il problema dei finanziamenti alle imprese colpite dall’alluvione del novembre 1994 e dei mutui
contratti con le banche per favorire la ripresa dell’attività economica; soprattutto, non si placa la polemica in merito al primo provvedimento post-alluvione (legge 257 del 20/10/2004),
non ancora entrato in vigore, che avrebbe dovuto elevare i contributi alle imprese dal 30 al 75%, prorogando da 15 a 25 anni la scadenza dei mutui e dando, così, alle aziende la
possibilità di spalmare il debito su un lasso di tempo più ampio.

“In attesa della rinegoziazione mai arrivata – ha detto il presidente della Provincia, Paolo Filippi – le aziende hanno interrotto i rimborsi, mentre a complicare la situazione è
intervenuto un altro provvedimento, che ha allargato alle imprese che hanno cessato l’attività e a quelle che si sono rilocalizzate in zone non alluvionali la possibilità di
usufruire dello stesso fondo, senza alcuna specificazione o differenziazione nelle modalità di accesso. Per questo è necessario far presto con interventi mirati, che consentano
alle aziende di far fronte alle richieste delle banche”.

Da un lato ci sono, quindi, circa 150 imprese che non hanno più versato rate e che ora si ritrovano ad essere morose nei confronti delle banche che, dall’altro lato, non riuscendo
più a sostenere i costi, si vedono costrette a dare il via alle pratiche di recupero crediti. Una situazione estremamente complicata che ha visto l’appello dell’onorevole Franco
Stradella ad ultimare in fretta la legge sulla proroga a 25 anni. “Il problema – ha chiarito Stradella – è quello di fare una norma che consenta di spalmare il debito, partendo, in
termini di importo da restituire, dal momento in cui il provvedimento sarà licenziato dal Parlamento. Inoltre, quello che è assurdo è non conoscere la reale
disponibilità economica del fondo: c’è chi parla di 150 milioni di euro, chi di più. E’ una questione preoccupante che va risolta, dal momento che non coinvolge solo
Alessandria ma tutta l’asta, da Alba in giù”.

A levarsi è anche la voce delle associazioni di categoria, che lamentano come la maggior parte delle aziende, impossibilitate a rateizzare il mutuo e costrette a saldare le sei rate
semestrali in sospeso in un’unica tranche, rischi, ora, la cessazione dell’attività o la bancarotta con inevitabili ripercussioni sui propri dipendenti, mentre lo Stato continua ad
incassare ogni anno un gettito pari a 400 milioni di euro dallo 0,5 per mille applicato sui conti correnti, dopo l’alluvione, per far fronte ai risarcimenti.

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