Alemanno: contrapporre a gazebo ombrelloni dei contenuti

By Redazione

«Da gennaio contrapponiamo ai gazebo del marketing gli ombrelloni dei contenuti, da sempre la destra italiana ha utilizzato gli ombrelloni e i tavolini per raccogliere le firme della
partecipazione popolare, non abbiamo bisogno di imitare i gazebo de Ppl e del Pd prefabbricati nelle strutture e nei contenuti».

Questo il messaggio lanciato dal deputato di An, Gianni Alemanno intervento all’Assemblea nazionale di An.

«Questo – prosegue Alemanno – è il primo atto di un percorso che ci deve portare a rigenerare Alleanza nazionale in una nuova Alleanza per l’Italia in cui trovi espressione tutta
quella destra sommersa e diffusa che esiste non solo in Italia, ma in tutta Europa. Con gli ombrelloni dei contenuti facciamo una grande verifica popolare dei contenuti che vogliamo lanciare
nella Conferenza programmatica di febbraio. Attorno a questi contenuti bisogna aprire nuove aggregazioni di associazioni e di comitati tematici che devono rappresentare il nuovo spazio politico
e aggregativo di An. In un quadro politico tutto in movimento An non può essere l’unica forza politica a rimanere ferma, ma deve creare un uovo movimentismo che non insegua il centro, ma
che unisca l’identità di destra a una grande spinta di partecipazione popolare».

Sul tema economico-sociale che abbiamo sviluppato nella Commissione in cui hanno lavorato con me i deputati Antonio Buonfiglio, Alberto Giorgetti, Antonio Mazzocchi, Marcello Taglialatela e i
senatori Mario Baldassarri, Riccardo Pedrizzi e Pasquale Viespoli, abbiamo individuato alcune di quelle battaglie che devono segnare la nuova fase di An:
1. Una grande petizione al parlamento europeo per il governo della globalizzazione e per una politica economica di Bruxelles più attenta alle necessità delle imprese e dei
cittadini. In questo modo si può dare una risposta alla diffusa inquietudine per la concorrenza che viene dall’Estremo Oriente e per l’aumento del costo del denaro e il super euro
imposto dalla Bce;
2. Appello per le famiglie che non arrivano alla fine del mese in cui si ponga il problema del fisco a dimensione familiare, le dinamiche dei prezzi e una riforma dei servizi sociali a
cominciare da una profonda riforma del servizio sanitario nazionale.
3. Appello per l’unità e la dignità del lavoro, in cui si ponga il problema di abbattere le discriminazioni che oggi esistono tra giovani precari e minoranze sindacalizzate, tra
lavoratori nel privato e lavorarti nel pubblico, tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi. Per un diritto del lavoro che premi la produttività e il merito e dia più reddito
ai lavoratori.
4. Appello per la libertà di intraprendere, in cui si difendano i diritti della nuova imprenditoria e delle piccole e medie imprese contro le rendite, i monopoli, la burocrazie, la
difficoltà dell’accesso al credito. Lanciamo un referendum abrogativo contro tutte le norme che impongono vincoli burocratici alla libertà di intraprendere.
5. Appello alle regioni meridionali e raccolta di firme per il federalismo fiscale e dare al Veneto e alla Lombardia lo statuto di regione speciale. Nel mezzogiorno ci vuole una maggiore
presenza dello Stato per garantire la sicurezza e tutte le precondizioni per una vera concorrenza di mercato. Al nord bisogna invece premiare tutte le forme di federalismo che danno risultato
virtuoso e positivo completando l’autonomia di queste regioni.

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