L’Albergo Diurno Metropolitano di Milano

L’Albergo Diurno Metropolitano di Milano

By Giuseppe

Inaugurato nel 1926 sotto  piazza Oberdan, è un gioiello del sottosuolo  e uno dei migliori esempi dello stile Liberty e Decò in città

L‘Albergo Diurno Metropolitano era stato concepito come un centro servizi ibrido: un luogo dove i viaggiatori (e i cittadini privi di bagno in casa) potevano fare un bagno o una doccia.
Erano a disposizione anche servizi di barbiere, parrucchiere, manicure, pedicure, biglietteria, agenzia postale, deposito bagagli, agenzia viaggi e persino cambio valuta e lustrascarpe.


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23 agosto 2025

 

Albergo Diurno Metropolitano di Milano
I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità

 

 

di Ben Sicchiero

I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità

A cura di Assoedilizia informa 

 

L’ALBERGO DIURNO METROPOLITANO, GIOIELLO DELLO STILE LIBERTY E DECO’

di Ben Sicchiero

Una immersione in un passato dimenticato. L’Albergo Diurno Metropolitano, – così si chiamava quando venne inaugurato nel 1926 sotto  piazza Oberdan –   del geniale architetto Piero Portaluppi, è un gioiello del sottosuolo  e uno dei migliori esempi dello stile Liberty e Decò in città.

L'Albergo Diurno Metropolitano di Milano

Era stato concepito come un centro servizi ibrido: un luogo dove i viaggiatori (e i cittadini privi di bagno in casa) potevano fare un bagno o una doccia, oltre a usufruire di servizi di barbiere, parrucchiere, manicure, pedicure, biglietteria, agenzia postale, deposito bagagli, agenzia viaggi e persino cambio valuta e lustrascarpe. 

Oggi siamo abituati a considerare alcuni di quei servizi riservati a persone con problemi sociali od economici, ma allora erano fruiti da una vasta gamma di cittadini. Infatti l’Albergo Diurno si distingue per uno stile raffinato con dettagli di lusso come mosaici, pavimenti in marmo, boiserie in noce con archi spezzati, rubinetterie in ottone, vetri colorati e eleganti arredi firmati da Portaluppi.

Si sviluppa su circa 1 200 m², lungo circa 88 metri e largo 14, diviso tra il reparto terme verso via Tadino e il salone artigianale verso corso Buenos Aires.   Il reparto terme comprendeva bagni di lusso con vasca, cabine doccia e diversi spogliatoi; il salone centrale e le navate laterali ospitavano i vari servizi artigianali.

L’Albergo Diurno ha svolto la propria attività fino agli anni ‘70/’80, soprattutto per gli immigrati interni (ricordiamo quando, a Porta Venezia, comparivano i cartelli “Non si affitta agli immigrati”?). La parte termale chiuse nel 1985, mentre i servizi di artigianato resistettero fino al 2006, quando l’ultimo barbiere fu allontanato per un contenzioso legale. Nel 2005, l’edificio fu vincolato come monumento storico. Dopo anni di abbandono, dal 2014 il FAI (Fondo Ambiente Italiano) ha avviato le prime aperture al pubblico in occasione delle Giornate di Primavera, grazie a un accordo con il Comune di Milano, ospitando anche progetti di arte 

contemporanea come l’opera Innamemorabiliamumbum di Sarah Lucas.

L’Albergo Diurno Venezia non è attualmente accessibile in quanto oggetto di lavori di ristrutturazione: dovrebbe riaprire il prossimo anno, 2026, quale sede del Museo Nazionale di Arte Digitale. La sua rinascita è un progetto importante per la città, che permetterà di recuperare un pezzo di storia e di regalare ai cittadini un nuovo spazio di cultura e bellezza.

 

 

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa

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20122 Milano

 

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