Alberghi a misura di bambino

Roma – Nelle zone turistiche meno famose gli albergatori, in particolare quelli di montagna, non se la possono cavare offrendo ai clienti solo un tetto sopra la testa, per avere
successo devono ampliare l’offerta con gite, trattamenti di bellezza e per il benessere fisico, magari differenziando le tipologie.

Un esempio riuscito e’ quello inventato 25 anni fa da un albergatore della Carinzia (Austria), che ha messo nel suo albergo seggioloni, lettini con le sbarre e scalda-biberon, ecc., e l’ha
chiamato Babyhotel. E’ andata bene: oggi vanta una clientela internazionale e l’80% di presenze durante tutto l’anno.

Nel frattempo l’idea si e’ propagata in Europa, e questo piccolo mercato di nicchia raggruppa già 47 membri, ognuno con la propria struttura pensata apposta per famiglie con bambini
piccoli. In Italia le strutture turistiche per bambini sono prevalentemente quelle marine e organizzate in club vacanze, invece, gli alberghi singoli, in special modo quelli di montagna,
eccetto l’Alto Adige, non offrono strutture adeguate. Sarebbe ora di ripensare le tipologie di ospitalità.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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