Al via Vinitaly: l'agroalimentare campano riparte dal vino

Prende il via oggi a Verona Vinitaly, la fiera nazionale dedicata ai migliori vini del mondo, la Regione Campania anche quest’anno ha un proprio stand progettato, dopo il successo dello scorso
anno, da Gae Aulenti, la postazione allestita dall’Assessorato regionale all’Agricoltura mette in vetrina il meglio della produzione vitivinicola campana, sono 191 le aziende delle cinque
province campane rappresentate.

«Il settore vitivinicolo campano – dice l’assessore all’Agricoltura ed alle Attività produttive della Regione Campania – è in crescita: delle duemila aziende
attive 250 hanno un marchio di produzione proprio e la qualità si attesta su livelli medio alti. Sono 70 le aziende che sono nate negli ultimi tre anni e il vino campano è secondo
solo al pomodoro nella classifica dell’export regionale. Di rilievo anche i dati sulla quantità con circa 4 milioni di ettolitri prodotti di cui oltre la metà di livello
alto.

«I vini campani – aggiunge l’assessore – sono ormai tra i più noti e i più prestigiosi a livello nazionale e internazionale. In una fase acuta della domanda di
sicurezza alimentare che proviene dai mercati, la nostra presenza a Vinitaly si caratterizza anche per le garanzie scientifiche che offre.

«Siamo in presenza di un atteggiamento di svolta rigorosa nel rapporto produzione-consumo. L’obiettivo è consolidare e accrescere la forza della vitivinicoltura campana sul
mercato interno e internazionale, non trascurando il peso notevole che «il vino del territorio» ricopre quale ambasciatore di piccole comunità appenniniche che si aprono ai
nuovi flussi del turismo rurale».

Nel programma ufficiale della Campania è prevista una conferenza di aggiornamento dei primi risultati del monitoraggio territoriale che aprirà la strada ai «crus»
della Campania ponendo all’attenzione degli estimatori dei vini di qualità nuove tipologie che affondano le radici nella storia ultramillenaria dei «vini degli Imperatori» .

La Campania sta facendo grandi passi in avanti sia per la qualità sia per la quantità prodotta. I numeri parlano da soli: 30.000 ettari di vigneto impegnati, 2 milioni di
ettolitri di produzione annua a fronte di un consumo pari al doppio, 250 aziende imbottigliatrici che lavorano con proprio marchio, il 35 per cento in più rispetto a tre anni fa, di cui
15 con più di un milione di bottiglie l’anno, 3 vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOGC, Taurasi, Fiano e Greco di Tufo), 18 Doc, 9 a Indicazione Geografica Tipica,
4 Consorzi di tutela (Vini Doc Samnium, vini dell’Irpinia, vini dei Campi Flegrei, Asprinio d’Aversa, Falerno e Galluccio). Ma non è tutto: tra il 2005 e il 2007, seguendo il positivo
trend nazionale, le esportazioni della Campania sono cresciute e si aprono importanti spazi di penetrazione nei mercati internazionali.

«Le ragioni del successo campano sono nelle moderne tecniche vinicole accoppiate a un impegno serio e costante per recuperare le antiche varietà locali. Con questa
consapevolezza stiamo operando significativi investimenti nel campo della ricerca e dei servizi per lo sviluppo. Abbiamo già concentrato 15 milioni di euro derivanti dai nostri fondi
europei per ristrutturare e riconvertire i vigneti. Nel 2006 e 2007 abbiamo investito ulteriori 4 milioni di euro per la riconversione di ulteriori 500 ettari di vigneti. Nuove e significative
risorse siamo pronti ad investire con il nuovo ciclo di programmazione 2007 2013. Nel settore agricolo concentriamo oltre 1 miliardo di euro», conclude l’assessore.

E’ in corso di pubblicazione, intanto, sul Bollettino regionale della Campania, il decreto che contiene il Bando regionale per la concessione di 94 ettari di nuovi impianti vigneti riservati ai
vini della Regione Campania situati nella aree a DOCG e a DOC in deroga al divieto di impianto previsto dal Regolamento comunitario. Le istanze di partecipazione al Bando dovranno pervenire
entro e non oltre il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del bando sul Burc.

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