Al via la vendemmia in Berlucchi. Ottime le premesse
9 Agosto 2011
Si annuncia come la raccolta più interessante dal 2004 quella che è iniziata lunedì 8 agosto alla Guido
Berlucchi: il primo ad essere raccolto sarà il Pinot Nero del vigneto “le Villette”, a Colombaro di Corte Franca.
Il meteo soleggiato durante la fioritura e l’alternanza di giornate piovose e calde ha garantito un’evoluzione regolare; mentre un luglio inaspettatamente fresco ha condizionato la maturazione,
rallentando la precocità iniziale ma regalando ottima freschezza e aromaticità alle uve.
Si prevedono quantità dal 5 al 10% superiori alla media, perfettamente in linea con la “riserva vendemmiale”, novità introdotta dal
Disciplinare del Franciacorta DOCG.
“Ho combattuto in prima persona per questa modifica delle regole produttive”, spiega Arturo Ziliani, vicepresidente dell’azienda ed enologo, “la riserva ci consente di raccogliere fino a 10
quintali di ottima uva in più nel vigneto, mantenendo però costanti le quantità destinate all’annata, pari a 64 ettolitri di vino per ettaro. Contestualmente, infatti,
diminuiremo la resa in mosto, che dal 65% scende al 58% circa, e destineremo le riserve alle prossime annate meno fortunate”.
Tra vigneto, cantina e laboratorio, l’azienda impiegherà mille addetti: del resto, con 650 ettari di vigneto in Franciacorta, circa un quarto dell’intero territorio vitato, le risorse
umane messe in campo sono giocoforza ingenti.
La Guido Berlucchi potrà contare sul più imponente impianto di “pressatura qualitativa” d’Italia: otto spremitrici a piatto inclinato ispirate al classico torchio Marmonnier,
garanzia di mosti puri, fragranti e pronti per diventare, fra tre anni almeno, ottimi Franciacorta.
Nel vigneto, l’azienda ha proseguito con il progetto di precision farming: mappe di vigore degli appezzamenti più significativi, realizzate con immagini a infrarossi scattate dal
satellite in grado di indicare i filari più “verdi”, quindi meno maturi per la raccolta, e permettendo di gestire la vendemmia in modo mirato. Quest’anno, sono state introdotte le scale
di vigore: valori omogenei per confrontare in maniera ancora più precisa e rapida le diverse aree.
Ultimissima novità dalla Franciacorta è l’impianto fotovoltaico collocato sopra la cantina di vinificazione che, con i suoi duemilaseicento pannelli, consente di produrre 600mila
kWh all’anno di energia elettrica, pari al 50% del fabbisogno della cantina: ben 67.980 alberi a medio fusto risparmiati. Un’ulteriore conferma di come la tecnologia possa essere amica non solo
del degustatore, ma anche dell’ambiente.
Silva Valier
Newsfood.com




