Agrofarma: sospendere l’utilizzo dei concianti è inutile e dannoso

 

Milano, 10 settembre 2008 – In merito alla richiesta di sospensione dell’utilizzo di semi di mais conciati con neonicotinoidi avanzata recentemente da varie
Associazioni di Apicoltori, Ambientaliste e Amministrazioni Regionali perché ritenuti causa della moria di api, Agrofarma, Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte
di Federchimica, desidera precisare quanto segue.

In primo luogo dobbiamo ricordare che non esistono evidenze scientifiche di un legame tra impiego di queste sostanze e spopolamento di alveari. Lo stesso fondatore di Slow Food Carlo
Petrini ha parlato di mancanza di certezza scientifica nello scambio di vedute su api e agricoltura in generale, avuto con il Ministro Zaia e recentemente pubblicato da L’espresso. La
comunità scientifica sostiene da tempo che sono molteplici le cause della moria delle api, quali ad esempio la recrudescenza degli attacchi di Varroa, alcuni patogeni quali virus
e Nosema, i cambiamenti climatici. Anche secondo due importanti studi non esiste alcun legame tra agrofarmaci e moria di api. Si tratta degli studi AFFSSA – Agenzia Francese per
la Sicurezza degli Alimenti – e Centro Federale Tedesco per la Ricerca delle Api. In particolar modo un ricercatore dell’AFSSA dichiara: “Le nostre conclusioni sono le
stesse alle quali siamo giunti otto anni fa. Le cause della moria delle api sono già note; in caso di Varroa è importante non trascurare di effettuare
i trattamenti”.

Pertanto una sospensione sarebbe prematura, oltre che molto rischiosa, per i maiscoltori, che non potrebbero più controllare parassiti come la diabrotica, con il conseguente
impatto produttivo e occupazionale. Occorre infatti ricordare che l’utilizzo di semi conciati è indispensabile per garantire la produzione italiana di mais adeguata a
soddisfare la crescente domanda di questa importante produzione agricola.

Inoltre il particolare impiego dei concianti consente di ridurre la superficie di terreno a contatto con insetticidi.

Per questo motivo Agrofarma propone in alternativa un approccio più equilibrato, che veda al posto della semplice sospensione, l’applicazione di alcune misure di
mitigazione tali da proteggere la filiera da eventuali errori.

Queste misure consistono sinteticamente in:

– Indicazione sui sacchi di semi conciati di precauzioni per gli agricoltori per ridurre al minimo l’esposizione delle api agli agrofarmaci nella fase di semina.

– Introduzione di test obbligatorio per le ditte sementiere per garantire il rispetto di un limite di polverosità del seme conciato. A tal proposito ricordiamo che tale procedura
è già obbligatoria in Francia.

– Modifiche alle seminatrici pneumatiche per ridurre al massimo la dispersione di polveri con ad esempio un semplice “filter device” da aggiungere all’uscita della
turbina della seminatrice o un canalizzatore di aria al suolo. Diversi studi sulla tematica sono già in atto o programmati.

“Agrofarma ha fatto una proposta equilibrata che consente da un lato di non prendere decisioni drastiche e affrettate – afferma Marco Rosso, Direttore di Agrofarma – e
dall’altro di attuare ulteriori misure cautelative.
La concia delle sementi è una pratica indispensabile per avere produzioni sane e sostenibili – conclude Rosso – così come è fondamentale il ruolo delle
api e dell’apicoltura. La proposta di Agrofarma aiuterebbe le due produzioni a coesistere”.

Il fenomeno dello spopolamento degli alveari resta una tematica difficile da comprendere e dovuta molto probabilmente ad una concausa di fatti che possono avere un ruolo più o
meno importante (patologie, parassiti, stress ambientali e alimentari ecc.). Come più volte ribadito, Agrofarma ritiene fondamentale approfondire la tematica con un monitoraggio
nazionale multifattoriale ed è pronta ad impegnarsi per collaborare alla realizzazione dello stesso, in più di un’occasione ha proposto un tavolo di discussione per
trovare una soluzione comune senza, però, ottenere alcun seguito.

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