Agroalimentare, Consorzio agrario di Parma: da Zaia un protezionismo controverso

Agroalimentare, Consorzio agrario di Parma: da Zaia un protezionismo controverso

Parma – Il Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia  ha dichiarato, proprio nei giorni scorsi, che l’ agricoltura italiana ha bisogno di essere
“tutelata”, mediante l’introduzione, a livello comunitario, di misure protezionistiche come i dazi.

Di protezionismo si è parlato anche nel corso del  G7 economico, cioè la riunione dei ministri dei paesi più industrializzati del mondo, con i loro governatori e con i
rappresentanti delle istituzioni internazionali che si è  pronunciato per un chiaro “no” al protezionismo.

Una simile tentazione di chiusura agli scambi dei prodotti agricoli potrebbe causare più danni che benefici come riconosce lo stesso ministro dichiarando che nonostante il PIL dei
prodotti agricoli è cresciuto, gli agricoltori italiani guadagnano sempre meno.

“Da non dimenticare che l’Italia è un paese grande importatore di prodotti agricoli, commenta Fabio Massimo Cantarelli presidente del Consorzio Agrario di Parma, “solo per il “pane
quotidiano” l’Italia importa il 50% del grano tenero, così come il latte, italiano solo per il 42%, o la soia di cui il nostro paese copre solo il 20% del fabbisogno nazionale o le
carni, straniere per il  50%”

Il mondo agricolo, per tradizione, non ha mai mostrato diffidenza nei confronti di una politica protezionistica ed in virtù della propria  integrazione con le problematiche del
nostro paese non si sottrae alle proprie responsabilità e solidarietà nei confronti del mondo economico nazionale ed internazionale.

“Ed è infatti  dalla politica e dai poteri forti che l’agricoltura si aspetta dei segnali inequivocabili di garanzia per ciò che riguarda reddito e qualità della vita.
In presenza di una crisi come quella che stiamo vivendo in questi giorni, conclude Cantarelli, in cui si prospetta una minore permeabilità economica delle frontiere è
indispensabile che l’economia interna sia pronta ed in grado di garantire le richieste alimentari di una intera nazione”

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