Agricoltura: la scarsa attenzione da parte di governo e istituzioni è colpa anche della Coldiretti
15 Dicembre 2009
“Se da parte delle istituzioni, e del governo in particolare, non c’è una reale attenzione nei confronti dell’agricoltura e la vicenda del voto di fiducia sulla finanziaria ne è
un’ulteriore conferma, la colpa è anche della Coldiretti che con il suo atteggiamento indebolisce l’intero fronte agricolo italiano”.
Ad affermarlo è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale l’attuale difficile situazione che stanno vivendo i produttori agricoli del nostro
Paese richiederebbe un‘azione comune ed unitaria delle rappresentanze del settore con iniziative forti ed incisive sull’intero territorio nazionale.
“Dalla Coldiretti, invece, si continua a mantenere una posizione che – avverte Politi – non favorisce un’azione adeguata alle esigenze degli agricoltori che continuano ad operare tra pesanti
costi e prezzi in crollo continuo. Più volte abbiamo sollecitato un impegno unitario, ma da parte della Coldiretti non c’è stata alcuna risposta. A pagarne le spese sono tutti i
nostri imprenditori. Le altre organizzazioni si sono attivate e hanno promosso iniziative unitarie in diverse zone del Paese. Questo, ovviamente, non è stato sufficiente a richiamare
l’attenzione delle istituzioni, anche perché nel mondo agricolo vengono viste troppe divisioni e frammentazioni”.
“Credo che ora sia giunto il momento di mettersi tutti insieme e cercare di superare una fase di drammatica emergenza. Per questo motivo – conclude il presidente della Cia – rinnovo l’invito alla
Coldiretti ad uscire da atteggiamenti di isolamento e contrapposizioni e, al contrario, ad operare con le altre organizzazioni per il bene dei nostri produttori agricoli. Ciò non significa
unità, né tanto meno abbandono delle rispettive identità, ma soltanto senso di responsabilità nei confronti di oltre un milione e mezzo di famiglie che vivono di
agricoltura”.





