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Agricoltura, la salvezza viene dai giovani

Agricoltura, la salvezza viene dai giovani

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In agricoltura, il ricambio generazionale è uno dei problemi più pressanti. Eppure, in Veneto, il passaggio di consegne è diventato uno dei punti di forza. Sempre più under 40 decidono di lavorare nel settore primario: agricoltura quindi, ma anche allevamento e produzione alimentare.

Per Michele Nenz, direttore di Coldiretti, le cifre sono chiare. Ogni anno, infatti, la Regione riceve 70 nuove domande di finanziamento per avere i contributi agricoli, in maggioranza provenienti dai giovani (under 40 anni). Le richieste sono di due tipi: ricambi generazionali, ed aperture di nuove attività.

Le storie sono diverse ma simili. Giovanni e Damiani Costan (25 e 29 anni) mandano avanti l’azienda di famiglia Boton d’Oro a San Nicolò di Comelico. La loro è una storia iniziata nel 1999 con un’azienda-agriturismo e caseificio. Col passare del tempo, si è cercato di conciliare progresso ed innovazione, facendo vendita diretta ma anche servendo negozi e botteghe della zona.

Damiano Prizzon (33 anni) la compagna Elisa Dal Molin gestiscono la Fattoria di Piave di Belluno

Diversi capi, capre, ma anche maiali e cavalli. Con loro Marco Caviola, che all’attività di allevatore unisce le sue competenze di web marketing per, come spiega lui stesso, “Per dare innovazione al mestiere unendo così la tradizione con le nuove tecnologie”.

Cristian Fiore, di Longarone, ha scelto l’agricoltura come seconda vita. Tecnico informatico, considerava il suo lavoro “noioso e ripetitivo: così, ho deciso di cambiare tutto. Ora, lavoro in una pasticceria a Ponte e devo dire che sono davvero contento”.

Manuel Chierzi ha studiato come perito agrario, ha lavorato due anni nell’azienda del padre, poi ha deciso di dedicarsi all’allevamento di capre. Ora, “Vendo il latte a Lattebusche. Questo è stato possibile grazie ai finanziamenti del Psr, con il diploma agrario ho potuto ottenere un punteggio maggiore per avere queste risorse di partenza”.

La nuova vita del panettiere è un sintomo delle buone scelte a livello politico. Roberto Battaglia, presidente panificatori Coldiretti, è soddisfatto del lavoro svolto. Di fronte alla sfida della modernità, il pane prodotto all’estero, economico e di bassa qualità, la Coldiretti ha scelto “Creatività e passione”.

Agricoltura e formazione sono anche le armi scelte dall’istituto agrario “Della Lucia” di Feltre.

A dare i numeri, il preside Ezio Busetto: “I nostri diplomati trovano lavoro nel settore in circa il 60% dei casi. Molto spesso la domanda è superiore all’offerta, a dimostrazione che le aziende cercano queste qualifiche. Noi da anni ci stiamo specializzando nei prodotti biologici e i risultati si vedono”.

Matteo Clerici

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