Aglianico e miele di Ripacandida: Basilicata… terra di Santi, da scoprire
4 Maggio 2020
BASILICATA 4. PUNTATA –
Ripacandida: terra di Santi, del pregiato vino Aglianico e del miele speciale
Aglianico e miele di Ripacandida: Basilicata… terra di Santi, da scoprire
Giovanni Mercadante
Il monte Vulture
L’economia nazionale stroncata in questi due mesi di inattività, a causa della pandemia del COVID-19. Chi ha un’azienda agricola, che vive del suo raccolto annuale, deve andare avanti per non vanificare anni di sacrifici.
L’agricoltura è il primo anello della catena alimentare; il governo centrale non deve dimenticare questi “guerrieri agricoli” che devono combattere contro il cambiamento climatico, (fenomeni atmosferici avversi, siccità, gelate, piogge torrenziali) e contro la burocrazia.
Questo settore è il primo da tutelare in tutti i provvedimenti a sostegno delle attività produttive che purtroppo sono disattesi. Un agricoltore si alza al mattino presto, alle ore 4.30 e finisce la giornata alle 21.00. I giorni festivi sono dedicati ai lavoretti secondari per mantenere ordine nelle aziende. Tutti i commentatori politici hanno ignorato l’agricoltura. Non c’è al centro del loro dibattito.

Ripacandida, amministrata dal sindaco Giuseppe Sarcuno, è un piccolo borgo arroccato su una rupe, alle pendici del monte Vulture, antico vulcano spento, a breve distanza dalla splendida città romana, Venosa, con presenza di vestigia dei grandi conquistatori normanni che l’avevano scelta come loro capitale nell’anno Mille.

Una piccola comunità che sfiora i 1.700 abitanti, con un territorio ricco di storia e tradizioni. La piccola cittadina è rinomata per la produzione del pregiato vino Aglianico, rosso, corposo, e del miele speciale.
Il suo territorio è protetto da una rosa di Santi che hanno trovato la loro degna dimora terrena in alcune chiese locali splendidamente affrescate; tra questi luoghi di culto va ricordato in primis il Santuario di San Donato vescovo aretino, primo protettore di Ripacandida.
Il santuario è un inno all’arte. E’ gemellato con Assisi. Il ciclo pittorico rinascimentale rappresenta storie tratte dal libro delle Genesi, eseguito dal cosiddetto Maestro delle Storie di Adamo ed Eva, affiancato dal Maestro delle Storie dei Patriarchi; scene insomma che ci rimandano alla storia di Adamo ed Eva, al diluvio universale, alla costruzione della barca di Noè e a molto altro ancora.
Questa è una breve presentazione di un luogo magico, dove i prodotti della terra sono sapientemente coltivati da gente con una sana tradizione di valori umani e sociali. Qui c’è l’essenza della dieta mediterranea.

Restringendo il focus delle peculiarità che offre Ripacandida, ci viene incontro Antonio Mastantuono dell’Azienda agricola Podere Lucano, di 46 anni, felicemente sposato con una dipendente di azienda privata; insieme hanno una figlia 11enne.
Antonio racconta che l’azienda di famiglia parte da suo nonno negli anni 1930-40 coltivando vigneti e uliveti. Gli anni dell’emigrazione portano il suo papà carrozziere ad espatriare in Svizzera, dove a Losanna nasce lui.
Il rientro a Ripacandida avviene all’età di 9 anni; quindi brevi studi fatti nella capitale del Cantone di Vaud, di lingua francese. Perciò, non ha dimenticato il luogo natio d’oltralpe con la lingua che gli ha dato la parola.
Dopo una lunga parentesi passata alle dipendenze della FIAT di Melfi, nel 2013, lascia per prendere le redini dell’azienda agricola di famiglia passata al papà nel 1998. Già in tempi non sospetti era questo il suo desiderio. E’ tempo quindi di dedicarsi a proseguire l’attività di famiglia per non disperdere sapere e conoscenze di quel mondo arcano, puntando ad agire in cooperativa, perché da singolo non si va da nessuna parte.
L’azienda, condotta col padre Michele, è dedita alla coltivazione di uliveti e vigneti, i cui prodotti vengono poi conferiti alla Cantina Lucana, una società costituita da tre soci (Massino Perretta, Luca Anastasia e Michele Mastantuono, padre).
L’uliveto si estende su una vasta superficie che conta circa 2.000 alberi, le cui olive durante il raccolto vengono conferite direttamente al frantoio locale Gialloro. Qui, dopo la lavorazione, l’olio viene conservato in una cisterna di 50 ettolitri appositamente messa a disposizione, previo canone, con successivo imbottigliamento e confezionamento a proprio marchio.
Lo stesso processo avviene per l’uva. L’uva raccolta viene conferita alla Cantina Lucana, lavorata e il prezioso nettare conservato in cisterne.
Il vigneto si estende su una superficie di 20 ettari, di cui 17 ettari sono dedicati alla produzione dell’Aglianico, mentre un paio alla produzione di Moscato e un ettaro per la Malvasia.
La conversione aziendale integrale è stata necessaria per seguire non solo il processo di lavorazione e confezionamento, ma soprattutto per sfidare il mercato nel proprio piccolo.
Certamente non si può pretendere di competere con la grande distribuzione, perché si è proiettati in due mondi diversi. La grande distribuzione pratica prezzi bassi con prodotti di dubbia originalità italiana, mentre il nostro prodotto – continua Antonio – è estremamente genuino, biologico. Il 90% della sua produzione va in Lombardia, dove ha clienti privati fidelizzati.
Per il vino Aglianico che ha ormai una sua identità a livello internazionale, non nasconde che ci sono ottime possibilità di piazzarlo presso clienti privati a Losanna, dove vivono molti italiani, amici e parenti. Anche qui la rete familiare costituisce una protezione per la sua piccola produzione, destinata solo ad intenditori.
Ma il nettare degli dei – il miele – aggiunge ancora Antonio Mastantuono, è un altro prodotto di eccezionale tipicità di Ripacandida.

L’attività di apicoltura è coltivata da molti piccoli imprenditori locali. Non dimentica di fare riferimento alla “HOENY SPA” , di Franco Rondinella, primo centro benessere a base di miele, il cui prodotto lo utilizza nebulizzato per sauna e inalazioni, come unguento per massaggi, idromassaggi e dolcificante per tisane, proponendo inoltre trattamenti di apiterapia con le api.
Giovanni Mercadante
Newsfood.com
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Giornalista freelance, studioso di storia e araldica, interprete traduttore di tre lingue, esperto di ricerche di mercato e know-how tecnologico.
Corrispondente da Altamura per Newsfood.com
Altamura, capitale dell’Alta Murgia Barese
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