Agenzie regionali Toscane, non ci saranno tagli di funzioni

Firenze, 5 Ottobre 2007 – Nessun taglio di funzioni, ma un piano di razionalizzazione che riguarderà soprattutto gli organismi direttivi delle agenzie regionali e accorpamenti
laddove una stessa funzione sia frammentata fra enti diversi», il presidente della Regione, Claudio Martini, rassicura il personale delle agenzie regionali riunite in una assemblea
promossa dalla Cgil nella sede dell’Arpat a Firenze.

Sala piena, con rappresentanti dei dipendenti, di ruolo e precari, di Arpat (l’agenzia con competenze ambientali), Arsia (l’agenzia che si occupa di agricoltura), Ars (l’agenzia regionale di
sanità), Artea (l’agenzia che eroga i contributi in agricoltura), Irpet (l’istituto che si occupa di ricerca), l’Apet, ovvero Toscana Promozione. Due ore di ‘chiarificazione’ come la
definisce Martini al termine dell’incontro. Due ore che gli permettono di ascoltare, dopo l’introduzione dei dirigenti sindacali, il quadro della situazione, agenzia per agenzia, le
preoccupazioni e le richieste del personale e di ribadire il percorso compiuto e l’iter che seguirà. Tre i blocchi di questioni, individuati dal presidente nelle domande dei dipendenti,
altrettante le risposte. Il primo riguarda il progetto di riorganizzazione. Martini ha ribadito di aver presentato un progetto generale, sul quale si sono espressi favorevolmente sia il tavolo
di concertazione che il Consiglio regionale.

Un piano che respinge una mera logica matematica di riduzione e che intende salvaguardare le funzioni svolte dagli enti a favore dei cittadini «Dal mese prossimo – ha spiegato – la Giunta
comincerà l’esame delle singole leggi che riguarderanno ciascuna agenzia, perché solo attraverso delle leggi è possibile portare a compimento il percorso che abbiamo
delineato nelle linee generali.» Alla richiesta di concertazione dei dipendenti, Martini ha risposto: «E’ del tutto ovvio che ci sarà, non c’è nessuna legge, da anni,
in Toscana, che non passi attraverso la concertazione». Il secondo blocco di questioni ha riguardato le piante organiche delle varie agenzie e il sostegno finanziario della Regione.
Martini ha ribadito la volontà della «massima valorizzazione delle funzioni in un quadro di tenuta rigorosa del sistema.

Dobbiamo realizzare un’alleanza – ha spiegato- e riuscire a conciliare questa valorizzazione di funzioni con l’impegno preso con i cittadini a non introdurre più tasse, con le direttive
al risparmio che ci vengono dalla Finanziaria, con la spinta morale che viene dal Paese e che la stessa Cgil ha ricordato aver posto da tempo, quella, appunto, di ridurre le spese». Il
terzo blocco di questioni ha riguardato il tema del precariato. «Tenuto conto delle situazioni diverse nelle varie agenzie regionali -ha detto Martini – è comunque indubbio che vi
è stato un ricorso troppo vasto a contratti precari. Ma un conto è la flessibilità del singolo contratto in relazione ad esigenze specifiche, per esempio di ricerca, un
altro è quando il ricorso a questi contratti diventa strutturale. A questo dobbiamo porre rimedio e questo abbiamo cominciato a fare e per questo abbiamo varato una specifica legge
regionale. La riorganizzazione – ha concluso – dovrà tener conto di tutto questo».

Laura Pugliesi

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