ADUC: Vitigni autoctoni, è il momento di controllarli

Roma – E’ il momento di controllare i vitigni autoctoni. Perchè mai? Perchè in questo periodo, con frutti e foglie, è possibile individuarli con
facilità, anche con una semplice ispezione visiva, contrariamente al periodo di latenza durante il quale occorre un controllo più dettagliato.

Il motivo della richiesta, che facciamo al ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia, è dovuto agli scandali del settore che, ogni tanto, assurgono agli onori della
cronaca: far passare come vitigno autoctono e quindi vino, con i relativi prezzi, un vitigno internazionale (Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Sauvignon Blanc,
Pinot Noir ecc.).

In Italia i vitigni autoctoni sono in numero di 350, il più alto nel mondo.

Occorre valorizzare questo patrimonio ineguagliabile ma, soprattutto, occorre evitare le solite fregature dei soliti furbi che realizzano contraffazioni vendendo, a caro prezzo, un vino
“globalizzato” come autoctono. Vorremmo saper e dal ministro Zaia se tali ispezioni siano state fatte nel passato, quali siano statti i risultati e se intende procedere a
salvaguardia della nostra produzione di qualità e dei consumatori.

Una interrogazione in tal senso è stata annunciata dalla senatrice Donatella Poretti.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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